Gemelline, donna salentina: A gennaio le vidi insieme a due adulti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:45

Ancora una nuova notizia inerente a un avvistamento delle gemelline svizzere, Alessia e Livia, scomparse a fine gennaio mentre si trovavano con il padre, Matthias Schepp, per trascorrere un fine settimana insieme.

Le ricerche delle due bambine di sei anni proseguono ininterrottamente da ormai tre settimane e stanno coinvolgendo le forze dell’ordine di ben tre paesi: Italia, Svizzera e Francia.

Tanti sono gli indizi a disposizione degli investigatori, ma la maggior parte di essi deve ancora trovare una precisa collocazione nello spazio e nel tempo. Negli ultimi giorni, numerose sono le versioni che hanno tentato di ricostruire il percorso fatto da Matthias Schepp, nei giorni immediatamente al suo suicidio, avvenuto il 4 febbraio nei presi della stazione di Cerignola, comune in provincia di Foggia.

In un primo momento si è pensato che le gemelline avessero viaggiato con il padre dal paese natale in Svizzera, fino a Marsiglia e da lì poi aver traghettato per arrivare in Corsica e per l’esattezza a Propriano dove una donna del luogo, Olga Ornek, ha dichiarato più volte di aver intravisto i tre, la mattina dell’1 febbraio, in compagnia di una quarta persona: una misteriosa donna bionda di circa cinquant’anni.

Ma quest’ipotesi ha visto la concorrenza di un’altra idea: quella secondo cui le bambine potrebbero essere rimaste in Svizzera, ancora in vita, custodite da un complice del padre.

Come più volte ribadito dagli inquirenti si tratta soltanto di supposizioni perché in un giallo così intricato è d’obbligo non escludere nessuna posisbilità.

E così per rimanere coerenti con i pensieri degli investigatori, diamo la notizia dell’ennesimo avvistamento delle piccole Alessia e Livia. Questa volta avvenuto nel sud Italia, proprio in quel Salento dove Schepp ha messo fine alla propria vita.

Secondo una donna di sessant’anni, Donata Russo, ex professoressa oggi in pensione, Alessia e Livia sono state per qualche minuto in un locale di Novaglie, piccolo borgo di pescatori appartenente al comune di Alessano.

Questo il racconto della donna: «Sono giorni che non dormo  pensando a quello che ho visto. Temevo di non essere creduta, ma io le gemelline le ho viste davvero, una mattina di gennaio. Non è facile che un turista passi inosservato qui a Novaglie, specie in questo periodo. Ricordo che la coppia adulta, insieme alle due bambine, era seduta al primo tavolo, proprio all’ingresso del locale. L’uomo di fronte alla donna e le piccole ai lati. Saranno rimasti nel bar non più di cinque minuti, senza dire una sola parola».

Adesso starà alle forze dell’ordine capire se i ricordi di Donata Russo possano essere compatibili con gli altri indizi già in loro possesso.

S. O.