Gemelline, la famiglia annuncia: Siamo in contatto con una testimone

La famiglia di Irina Lucidi, la madre di Alessia e Livia, le gemelline di sei anni di cui non si hanno più notizie da fine gennaio, sarebbe ufficialmente in contatto con una presunta testimone oculare.

La notizia è stata resa nota dagli stessi protagonisti tramite un messaggio pubblicato sulla bacheca del gruppo “Missing Alessia & Livia“, creato sul social network Facebook, che al momento viene seguito da oltre diciassettemila navigatori del web.

L’annuncio, che è stato dato poco dopo la mezzanotte di ieri ed è stato tradotto in inglese, francese ed italiano, recita: «Siamo in contatto con la donna che ha testimoniato aver visto le bambine».

Il fenomeno Facebook è entrato oramai ufficialmente nei più grandi casi di cronaca, come quello delle due gemelline. Diverse decine di utenti, quotidianamente, si scambiano notizie sui nuovi sviluppi delle indagini e in, alcuni casi, tentano di dare il proprio contributo alla causa cercando di proporre nuove ipotesi o suggerimenti.

La famiglia Lucidi, come è d’altronde comprensibile, ha evitato in questi giorni di interagire direttamente con i membri del gruppo, ma nello stesso momento ha sempre ringraziato per la solidarietà ricevuta, ribadendo l’invito a chiunque fosse a conoscenza di dettagli utili all’inchiesta di rivolgersi alla polizia o direttamente a loro, tramite un indirizzo email pubblicato nella sezione informazioni. L’indirizzo a cui scrivere è: liviaealessia@gmail.com.

Al momento, non è stato fornito nessun indizio sull’identità della testimone che avrebbe visto Alessia e Livia.

Le possibilità possono essere svariate: Olga Ornek, l’abitante di Propriano (Corsica) che dice di aver visto le gemelline insieme al padre e a una misteriosa donna bionda, la mattina dell’1 febbraio, oppure la commessa del centro commerciale in provincia di Como che negli scorsi giorni ha assicurato di aver avuto come clienti sia le bambine che il padre.

Quest’ultima testimonianza però sembra essere stata ritenuta mento attendibile rispetto alle precedenti: secondo i dati in possesso degli investigatori, nel giorno indicato dalla commessa, Matthias Schepp, il padre delle bambine, si trovava in Svizzera e non in Italia.

Stamattina, infine, un’altra donna – una ex insegnante pugliese, adesso in pensione – ha detto ai carabinieri di aver visto nel Salento, nel mese di gennaio, le gemelline in compagnia di una coppia di adulti.

S. O.