Lampedusa. Lombardo minaccia: se il Governo non ci aiuta faremo da soli

Ancora tensioni a Lampedusa, dove c’è stata un’altra mattinata di scontri fra immigrati: due gruppi di tunisini si sono fronteggiati per questioni legate ai turni del cibo. E’ così che dopo una tregua di una settimana, l’isola che da anni è diventata l’approdo di speranza di tutto il Nord Africa ha ripreso ad accogliere immigrati e clandestini.

Nessun ferito negli scontri di oggi, ma la situazione a Lampedusa è tornata a livelli di allarme: all’interno del Cie ci sono 1.400 persone e al momento non sono previsti voli di trasferimento. Intanto alle prime luci dell’alba sono arrivati altri due barconi con a bordo 132 tunisini. Ieri sono sbarcati sull’isola altri 53 immigrati, sempre tunisini.

Un’ondata di sbarchi ovviamente legate alle rivolte dei Paesi Nord Africani che impensierisce il sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis: “Il Ministero dell’Interno deve immediatamente riprendere i trasferimenti da Lampedusa e inviare sull’isola più uomini e mezzi: siamo esasperati e se la crisi in Libia dovesse precipitare siamo a rischio invasione di immigrati provenienti da quel Paese e dalle zone del Corno d’Africa.” Nonostante i trasferimenti di ieri in Sicilia, infatti, Lampedusa non sembra avere i mezzi per reggere altri arrivi previsti nei prossimi giorni.

A sostegno dell’amministrazione isolana ieri ha preso il via la missione “Hermes” dell’Agenzia Frontex dell’Unione Europea: sono infatti arrivati 50 esperti di una decina di Stati membri che aiuteranno le autorità italiane nell’identificazione e nell’accoglienza degli immigrati. Un aiuto che però non placa polemiche sollevate in questi giorni dai sindacati di alcune forze di polizia. E anche se il responsabile del Cie Cono Gallipò continua a ribadire che “la situazione sanitaria è assolutamente sotto controllo”, il Governatore della Sicilia Raffaele Lombardo minaccia che “se non ci saranno risposte soddisfacenti, e temo che il Governo non si preoccupi di darle, ci sarà una risposta forte delle istituzioni del territorio”.

Cristiano Marti