Libia, Gheddafi fuggito in Venezuela: l’annuncio di Al Jazeera

Dopo la Tunisia e l’Egitto, è ormai ufficiale che sia il turno della Libia.

Le proteste che si protraggono da giorni contro il regime di Muammar Gheddafi, alla guida del paese da più di quarant’anni, si sono trasformate in vere e proprie rivolte popolari.

Il governo libico ha risposto con la forza e il bilancio delle vittime è già raccapricciante: si parla di 285 morti e più di 700 feriti, ma queste sarebbero cifre soltanto ufficiose. Da Tripoli arrivano notizie che parlano di ospedali sovraffollati, incapaci di gestire il continuo afflusso di chi ha subito conseguenze durante gli scontri con le forze di polizia scese sulle strade in tenuta antisommossa.

Secondo alcune indiscrezioni, l’esercito avrebbe sparato dei razzi contro i manifestanti che hanno messo a soqquadro Bengasi, la seconda città più grande della Libia.

E’ proprio questa la zona in cui le proteste sono più accese: gli slogan ricordano quelli gridati contro Ben Alì in Tunisia e Mubarak in Egitto. In nome della libertà, si pretende che il colonnello Gheddafi lasci il paese e conceda alla sua popolazione un passaggio storico verso una forma di governo democratica.

Nonostante la volontà da parte della famiglia Gheddafi di mostrare i denti contro gli insorti, non disdegnando l’utilizzo della violenza per reprimere i manifestanti, si sono iniziati a intravedere i primi segnali di instabilità nell’entourage governativo: stando al racconto di chi si trova a Tripoli, alcuni settori dell’esercito si sarebbero rifiutati di intervenire contro la popolazione, finendo per appoggiare la rivolta.

Inoltre, Abdel Moneim Al-Honi, rappresentante permanente della Libia presso la Lega Araba, ha dichiarato che rassegnerà le dimissioni per unirsi al popolo in rivolta, come protesta contro la carneficina prodotta dalla violenta repressione voluta dal governo.

Ma l’annuncio più importante nelle ultime ore, tuttavia ancora non confermato da fonti ufficiali, l’ha fatto la tv araba Al Jazeera: secondo l’emittente televisiva, il colonnello Muammar Gheddafi avrebbe abbandonato il paese a bordo di un aereo, per rifugiarsi in Sudamerica e, precisamente, nel Venezuela governato da Hugo Chavez.

Al Jazeera avrebbe ricevuto la confidenza dal segretario aggiunto dell’ambasciata libica in Cina, Husein Sadeq al Misurati.

Qualora la notizia dovesse ricevere conferme, acquisirebbe un’importanza vitale per i manifestanti, che vedrebbero molto vicino il traguardo agognato.

Nel frattempo, però, da Tripoli ad aver parlato è stato Seif al-Islam, secondogenito del leader libico, che ha dichiarato: «La Libia è a un momento critico della sua storia. Già dalle prossime ore l’Assemblea del popolo potrà riunirsi per discutere delle riforme che tutti vogliono e di una Costituzione per il Paese. Ma se la rivolta non si fermerà, sarà la guerra civile. Migliaia di persone stanno arrivando a Tripoli per difendere Gheddafi e la Libia. E lo faranno fino all’ultimo uomo».

Simone Olivelli