Moda: Milano, tornano le sentinelle anti-anoressia in passerella

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:03

Comincerà mercoledì 23 febbraio la Settimana della Moda di Milano, durante la quale verranno presentate le collezioni e gli abiti più “fashion” della prossima stagione.

Ad aggirarsi tra le passerelle e il backstage ci saranno di nuovo le “sentinelle della salute”, ragazze scelte fra nomi noti del jet set internazionale e arruolate dal Comune di Milano per vigilare contro l’anoressia in passerella. Volute dall’assessore alla salute del Comune Giampaolo Landi di Chiavenna e capitanate dall’attrice Dalila Di Lazzaro, una squadra di 9 ragazze si mescoleranno quindi al pubblico e fra gli addetti ai lavori per controllare che non sfilino modelle testimonial di una figura femminile ai limiti della malattia. Così, tra le iniziative che accompagnano la settimana della moda milanese, dal 23 febbraio al 1 marzo, le ‘sentinelle della salute’ vigilano sulle misure delle modelle cercando di scovare quelle più tendenti all’anoressia e di segnalarle all’assessore lombardo, con l’intento di educare i giovani e soprattutto di limitare le crisi delle giovanissime disposte a tutto pur di diventare come le ragazze che sfilano in passerella.

L’assessore renderà noti tali casi a Mario Boselli, il presidente della Camera della moda, ricordando che nella prima edizione dell’iniziativa, lanciata nel settembre scorso, i casi individuati sono stati 6, per un totale di due case di moda coinvolte. Landi sottolinea il fine sociologico e non diffamatorio di tale iniziativa, volta a salvaguardare solo il “benessere” fisico e psichico delle ragazze e che queste non siano da esempio alle più piccole.

“Siamo ben lungi dal demonizzare la moda del Made in Italy e del Fashion System, non possiamo che esserne fieri, tanto sono importanti per la nostra città. Ciò che, invece, disapproviamo è la magrezza patologica, che non ha nulla in comune con l’eleganza e non serve nemmeno a presentare al meglio i capi in passerella”, dichiara Landi.

Lo scopo è contribuire a combattere l’anoressia che in Italia, insieme alla bulimia, colpisce il 5% delle giovani fra i 13 e i 35 anni e che può essere fatale nel 5% dei casi.

Adriana Ruggeri