Pagelle Napoli-Catania: Ok Zuniga e Morimoto. Bergessio e Santacroce da rivedere

PAGELLE NAPOLI-CATANIA. Il Napoli ha battuto per 1 a 0 il Catania, e si è riportato al secondo posto in classifica, in attesa del match-scudetto di lunedì prossimo in casa del Milan. Nella squadra allenata da Mazzarri hanno giocato quasi tutti un’ottima partita, ma sugli scudi vanno messi sia Maggio che Zuniga, che hanno regalato delle buone prestazioni. Nella formazione di Simeone si sono distinti invece in pochi: a parte Lodi ed Andujar, hanno giocato una gara di tutto rispetto Maxi Lopez, Ricchiuti e Morimoto, che sono partiti dalla panchina e sono entrati in campo a gara in corso.

NAPOLI:

De Sanctis 6,5: Inizia a darsi da fare nella seconda parte della ripresa, dimostrandosi attento su ogni palla pericolosa creata dal Catania.

Santacroce 5,5: I guai fisici gli fanno commettere numerosi errori in fase di disimpegno.

Cannavaro 6,5: Festeggia il rinnovo del contratto con una prestazione da incorniciare.

Aronica 6: Solita partita di tutto rispetto per il difensore palermitano.

Maggio 7: Ha un motorino al posto delle gambe. Dai suoi piedi partono poi dei palloni interessanti per i compagni di squadra.

Pazienza 6: Gioca meno palloni rispetto alle altre gare, ma nelle chiusure non mostra quasi mai delle sbavature. (Dal 76’ Gargano Sv).

Yebda 5,5: Mazzarri vede in lui quel regista che manca alla sua squadra per essere completa in ogni reparto. Il franco-algerino però del metronomo ha davvero poco, visto che spesso rallenta troppo il gioco.

Zuniga 7,5: Trova il gol e si propone in più di un’occasione. Serata magica la sua. (Dal 79’ Dossena Sv).

Hamsik 6: Nel primo tempo si estranea dalla manovra partenopea. Nella ripresa si sveglia, e cerca il gol in più di un’azione.

Sosa 6,5: Gioca in maniera più sicura rispetto alle gare di inizio stagione. Si procura il penalty che Cavani poi sbaglia. (Dal 61’ Mascara Sv).

Cavani 5,5: Sbaglia il rigore che metterebbe la gara sui binari partenopei, e che potrebbe portarlo a quota 21 reti in Campionato. Per una sera dimostra di essere umano anche lui.

Mazzarri 6,5: Il suo Napoli supera ogni esame in maniera egregia. Giovedì e lunedì prossimo dovrà sostenere quelli di spagnolo e di italiano contro Villareal e Milan: se li supererà, riceverà una doppia laurea con lode a maggio.

CATANIA:

Andujar 6: Si mostra incerto sul gol di Zuniga. Poi colleziona una serie di interventi di pregevole fattura, che tengono a galla il suo Catania fino alla fine del match.

Potenza 5: Sale in ritardo durante il gol di Zuniga.

Spolli 5: Nella ripresa soffre le giocate del redivivo Hamsik.

Silvestre 5: Menomale che Cavani ha fatto poco ieri sera. Ogni suo movimento lo ha messo in soggezione.

Marchese 4,5: La sua ingenuità su Sosa costa il penalty al Catania. Per fortuna sua e degli etnei il Matador centra il palo su calcio di rigore.

Schelotto 5: Parte benissimo, scheggiando il palo con un buon colpo di testa. Poi si eclissa, e così Simeone lo spedisce in panchina. (Dal 63’ Maxi Lopez 6: Il Catania non avrebbe perso a Napoli con lui in campo dall’inizio).

Lodi 6: Ogni pallone pericoloso passa dal suo sinistro. Dopo la doppietta regalata contro il Lecce si conferma in ottima salute.

Ledesma 5: Non incide più di tanto nell’economia del match.

Gomez 5: Qualche spunto lo regala sulla fascia, ma è fine a sé stesso e per niente utile per il bene della sua squadra. (Dal 71’ Ricchiuti 6: In soli 20 minuti di gioco crea tanto scompiglio nella retroguardia partenopea):

Martinho: Sv. (Dal 42’ Morimoto 6,5: Corre e lotta su ogni pallone, e quando può cerca la via del gol. Solo un buon De Sanctis gli nega la gioia della rete).

Bergessio 5: Nella sua prima gara da titolare si dimostra avulso dalla manovra ed anche nervoso. Solo le prossime gare ci diranno se il suo acquisto è stato un buon affare per Pulvirenti e Lo Monaco.

Simeone 5,5: La sua squadra si sveglia tardi, e soprattutto quando entrano in campo gli uomini giusti, che avevano iniziato il match dalla panchina. Per centrare la salvezza c’è bisogno di tutta quella grinta che metteva in campo da giocatore, ed anche dell’esperienza da allenatore maturata in Argentina.

Simone Lo Iacono