PMI Europa: miglioramento record a febbraio. La Germania corre ancora

Pmi europee ancora in ripresa. A confermarlo le stime flash del Pmi manifatturiero, di quello dei sevizi e dell’indicatore composito diffuse stamane da Markit, dalle quali si evincono risultati record da luglio 2006.

Guardando i dati relativi all’Eurozona, infatti, il PMI manifatturiero a febbraio ha raggiunto quota 59 punti, rispetto ai 57,3 di gennaio e alla variazione nulla attesa dagli analisti. Il PMI servizi passa, invece, da 55,9 a 57,2, ed anche in questo caso sono state battute le stime del mercato, che si assestavano a 56 punti. Il PMI composito, infine, passa da 57 a 58,8 punti, con le stime ferme a 56,9. Si tratta del livello più alto da luglio 2006 e di uno dei tassi di crescita più consistenti rilevati nei circa 13 anni di storia del report.

Anche Markit, tuttavia, pone l’accento sulla crescente inflazione attraverso le parole di Chris Williamson, suo Chief Economist: “La veloce espansione della Zona Euro è stata accompagnata da un ulteriore aumento delle pressioni inflazionistiche”.

La Germania resta la ‘locomotiva’ d’Europa, nonostante l’indebolimento del PMI dei servizi , passato dai 60,3 punti di gennaio ai 59,5 punti di febbraio, mentre le attese erano indirizzate su un dato invariato. Di altro spessore, però,  il PMI manifatturiero che, a fronte di previsioni pari a 60,3 punti, salta dai 60,5 gennaio ai 62,5 di febbraio. Anche la stima flash del PMI composito, infine, indica una costante ripresa, visto il passaggio a 61,5 punti dai 61,3 di gennaio.

Boom de settore terziario, invece, in Francia, con il PMI servizi che arriva a 60,8 punti dai 57,8 di gennaio, spiazzando decisamente le stime degli analisti che si attestavano a quota 58. Per i transalpini si tratta del miglior risultato degli ultimi sette mesi. In crescita anche il PMI manifatturiero, che passa da 54,9 a 55,3 punti, a fronte di un consensus pari a 55 punti, toccando i massimi di due mesi, mentre il composito sale a 59,5 punti dai 57,6 di gennaio.

Notizie di segno contrario lato Cina. La pausa del capodanno cinese, da un lato, e le misure restrittive adottate dal Dragone per placare l’inflazione, dall’altro, hanno spinto ad un PMI manifatturiero, come sostenuto dal report Markit/HSBC, ai minimi di sette mesi, con una dato che è passato da 54,5 punti a 51,4 punti.

Ritornando alla Germania, anche l’indice Ifo conferma il ruolo cardine dei tedeschi nella reazione europea alla crisi: a febbraio l’indice ha toccato i massimi storici, attestandosi a 111,2 punti dai 110,3 punti di gennaio e a fronte di un consensus allineato a 110,4 punti. A renderlo noto è stato l’omonimo istituto di ricerca, aggiungendo che, sempre nel mese di febbraio, il sotto-indice relativo alle aspettative è salito a 107,9 punti dai 107,8 di gennaio e quello relativo alla situazione corrente si è attestato a 114,7 punti dai 112,8 del mese precedente.

Marco Notari