Servizi pubblici, Italia troppo al di sotto degli standard. Pesanti i divari su base territoriale

Da uno studio effettuato dalla Banca d’Italia, i servizi pubblici del nostro Paese mostrerebbero notevoli ritardi rispetto ai livelli standard internazionali e difformità territoriali molto marcate, specie nel Mezzogiorno.

L’indagine di Bankitalia, “La qualità dei servizi pubblici in Italia”, mette in risalto la qualità e l’efficienza dei servizi pubblici forniti in Italia, dall’istruzione alla sanità, dalla giustizia agli asili nido, evidenziando come il livello sia notevolmente inferiore rispetto ad altri Paesi a livello internazionale ma, come siano marcati anche i divari a livello territoriale, misurati in termini sia di qualità sia di efficienza, indipendentemente dal livello di governo che fornisce il servizio.

I servizi offerti a livello centrale, come l’istruzione e la giustizia, o a livello regionale, come la sanità, e locale, quali i trasporti pubblici locali, rifiuti, acqua, distribuzione del gas e asili nido, mostrano una nazione in ritardo rispetto agli altri Paesi e ribadiscono, soprattutto, come sempre, il divario che sussiste tra il Nord e il Mezzogiorno d’Italia, dove persistono lacune ormai ‘tradizionali’ e, spesso, ancor più ampie che in passato.

Ciò che colpisce maggiormente, e non è nemmeno questa una novità, è che, in realtà, la difformità nell’offerta dei servizi non è proporzionale ai livelli di spesa, ma dipende quasi esclusivamente dal grado di efficienza nell’utilizzo delle risorse impiegate.

In effetti, come fa notare Sergio Lapenna, segretario regionale dei Popolari per il Sud della Basilicata, la priorità non risiede tanto nell’investire nuove risorse, quanto piuttosto garantire maggiore efficienza nella fornitura dei servizi. L’inefficienza implica, invece, la mancanza di competitività dell’economia in quanto il mercato offre sempre qualcosa di superiore e, soprattutto, frena il tasso di crescita potenziale.

Lapenna sottolinea che nel confronto internazionale le performance delle regioni italiane, ed in particolare quelle del Sud, sono “sensibilmente inferiori a quelle rilevate nei Paesi più virtuosi” principalmente nel sistema giudiziario, mentre in altri come la scuola e la sanità, sono solo le regioni del Nord ad essere “sostanzialmente in linea”, mentre il Sud non è assolutamente competitivo.

Ciò, per il segretario lucano dei Popolari per il Sud, è la conferma di un fallimento della classe dirigente, tutta ed in particolare a livello locale, che non riesce a garantire servizi degni di un paese civile.

Marco Notari