Spagna, allattamento: meno antiossidanti nei casi di parto prematuro

Che quella dell’allattamento, specialmente nei primi sei mesi, sia una fase cruciale per una sana crescita del neonato è più che risaputo.

Diversi sono i benefici che questa pratica arreca sia al bambino che alla madre: l’allattamento, infatti, soddisfa il bisogno di contatto e di appagamento dei bisogni primari, rafforzando il legame affettivo madre-figlio,oltre a garantire al bambino l’assunzione di sostanze fondamentali e di anticorpi.

Nello stesso tempo, aiuta la puerpera nella delicata fase post-parto grazie alla produzione di ormoni che garantiscono anche una sensazione di tranquillità e serenità.

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) indica nel latte l’alimento principe per i bambini appena nati.

Ma da una ricerca promossa dall’Università di Granada e dall’ospedale San Cecilio, in Spagna, emerge un dato molto particolare: esisterebbe una correlazione tra la qualità del latte materno e il corso della gestazione che si è avuta.

Nello specifico, nei casi in cui il bambino è nato prematuramente, il latte prodotto dalla madre sarebbe meno ricco di sostanze nutritive, rispetto a quello di chi ha partorito allo scadere dei canonici nove mesi: le carenze maggiori si riscontrerebbero nella presenza di antiossidanti come il coenzima Q10 e il tocoferolo.

A questi risultati si è giunti dopo aver analizzato il latte di un campione formato da trenta madri, la metà delle quali aveva partorito in anticipo: nel 75% dei casi, il latte di chi aveva messo al mondo il proprio bambino prematuramente presentava una minore quantità dei suddetti antiossidanti.

Lo studio dei ricercatori spagnoli ha particolare importanza: permettendo di conoscere più a fondo le caratteristiche del latte materno, darà la possibilità agli scienziati di creare un latte artificiale sempre più simile a quello naturale migliorando così le condizioni di chi, per i più svariati motivi, si trova impossibilitata ad allattare al seno il proprio bambino.

S. O.