Torino, la questura nega i biglietti ai tifosi. Esplode la protesta

Torino-Pescara: la Curva Maratona lasciata vuota dai tifosi granataTORINO, BIGLIETTI NEGATI DALLA QUESTURA – Il cuore pulsante del tifo granata, la Curva Maratona, è rimasta desolatamente vuota nell’incontro che sabato ha opposto il Torino al Pescara presso lo stadio “Comunale”. La decisione è stata presa in seguito ad inquietanti episodi accaduti ad alcuni tifosi ai quali, pur non essendo soggetti ad alcun provvedimento o divieto di assistere alle manifestazioni sportive (DASPO), è stata negata la vendita del tagliando di accesso allo stadio. Gli Ultras, attraverso un comunicato ufficiale, hanno fatto sapere che:

“Attraverso il sito del Toro siamo stati informati circa due settimane fa che a partire dalla partita Torino-Pescara sarebbe stato operativo il programma “Questura on line”, un programma, cioè, che avrebbe mandato i dati di ogni tifoso intento a comprare il biglietto direttamente alla questura, la quale avrebbe deciso in tempo reale se il tifoso in questione avesse o meno il diritto di andare allo stadio.

Arrivati all’ultimo giorno di prevendita prima della partita molte persone non hanno potuto fare il biglietto, in quanto, al momento di stamparlo gli veniva negato il permesso.

A molti tifosi senza alcun tipo di diffida o provvedimento, in corso viene vietato di poter entrare allo stadio, ovviamente si tratta di qualcosa di assurdo, oltre che di palesemente incostituzionale.

Pare che ci sia una sorta di lista di persone, molte delle quali hanno fatto la storia della Curva Maratona, a cui la polizia ha arbitrariamente deciso di vietare l’ingresso allo stadio.

Uno stato nel quale la questura decide se un libero cittadino possa o meno recarsi in un luogo pubblico è uno stato di polizia, e questo fatto è di una gravità incredibile.

Per questo motivo invitiamo TUTTI i tifosi del Toro a RIMANERE FUORI dallo STADIO con noi domani.

La Curva Maratona infatti rimarrà vuota, è una decisone che prendiamo a malincuore ma ci sembra l’unica decisione possibile, non intendiamo entrare allo stadio quando ad altri tifosi viene ingiustamente tolto questo diritto.

Dopo la grande prova di unità che il popolo granata ha dato a Novara entrando allo stadio nonostante i divieti, chiediamo ora di rimanere tutti uniti per comnìbattere questa nuova ingiustizia.

O TUTTI DENTRO, O TUTTI FUORI!”

Come tutto questo sia possibile è spiegato attraverso il sito www.asromaultras.org gestito dall’Avvocato Penalista Lorenzo Contucci che da anni segue le cause dei tifosi ed i casi di repressione nei loro confronti. L’avvocato commenta suddetto comunicato spiegando che sta succedendo Esattamente quello che avevo segnalato qualche anno fa: si tratta del famigerato ed incostituzionale articolo 9 della legge Amato, che vieta a chiunque abbia avuto un daspo o una condanna per reati da stadio di acquistare biglietti.

Maroni – a voce – ha interpretato l’art. 9 dicendo che i biglietti non vengono rilasciati a chi ha daspo in corso e a chi ha avuto condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni, anche se poi l’art. 9 dice tutt’altro.

E’ stata creata una “black list” nella quale sono inseriti i nominativi di coloro che sono sottoposti a daspo ed anche le condanne ricevute: poi, se la Questura segue le direttive di Maroni, non verranno rilasciati biglietti a chi ha avuto condanne “da stadio” negli ultimi 5 anni (anche se per lo stesso episodio si è già scontato il daspo!), se seguono la legge, chi ha avuto una condanna da stadio, anche nel 1990, non potrà più avere biglietti.

La proposta di moidifica della norma che avevo fatto era quella per cui non potesse avere un biglietto chi ha un daspo in corso e chi ha avuto condanne “da stadio” negli ultimi 5 anni purché per lo stesso episodio non abbia già scontato il daspo: se il mio daspo è finito, vuol dire che per la stessa questura non sono più pericoloso e quindi perché non posso andare allo stadio?
Tuttavia è difficile far passare concetti così semplici in un Regime tutto incentrato su come far più soldi e autoassolversi in caso di reati”.

Seppur tutto ciò sia passato inosservato e sotto banco rappresenta un espisodio di gravità inaudita. In un momento storico dove buona parte del mondo reclama diritti e libertà fondamentali fa rabbrividire questo tentativo, tutto italiano, di calpestare diritti ormai comuni a tutto il mondo civilizzato. E’ sbagliato e riduttivo minimizzare tali fatti. In Egitto ed Algeria di questi tempi si è negato l’accesso agli stadi ai tifosi, per evitare ulteriori punti di aggregazione che avrebbero potuto contribuire a fomentare la rivolta popolare. E fatte le dovute proporzioni tali decisioni, che presuppongono una volontà di emarginare chiunque abbia sbagliato (e pagato) anche una sola volta nella vita, sono poste sullo stesso livello di gravità e degrado socio-culturale.

S.M.