Giustizia, Alfano annuncia la riforma entro il 2013

Partirà questa mattina la riunione del comitato tecnico per un primo approfondito esame sui contenuti della riforma della giustizia. Una rivoluzione costituzionale inserita in un più ampio progetto di cambiamento che andrà in “parallelo”, sottolinea il Guardasigilli Alfano, con una “riforma della forma di Stato e di governo.” Ma a parte questi ultimi due punti, il tema centrale che sta mandando in fibrillazione i rapporti tra Governo e Quirinale resta quello sulla giustizia.

In particolare l’attenzione è concentrata sulla riforma della Consulta. La vera ossessione di Silvio Berlusconi, secondo il quale la Corte Costituzionale non sarebbe altro che un covo di toghe rosse che da anni “annulla” le leggi proposte dal suo centro destra. Un termine sul quale il presidente emerito della Corte Gustavo Zagrebelsky, intervistato domenica da Skytg24, ha precisato: “La Corte annulla una legge, non la abroga. C’è una bella differenza: abrogare è una prerogativa del Parlamento. La Consulta, invece, annulla una legge quando è in contrasto con la Costituzione. (Il suo) E’ un potere vincolato”.

Di tutt’altro avviso è però la maggioranza, che guarda alla Corte Costituzionale come all’istituzione che sta portando avanti un complotto premeditato ai danni del Premier. Per questo l’obiettivo sarà quello di depotenziarla, a partire dal sistema di voto. Il progetto è quello di decidere le sue sentenze a maggioranza di due terzi. Ma è in questo caso, sottolinea Zagrebelsky, che “diventerebbe un organo politico. Con una maggioranza dei due terzi daremmo ad una minoranza il potere di determinare la sorte di una legge”.

Ma le critiche sollevate dai magistrati e i moniti lanciati negli ultimi giorni da Napolitano non sembrano avere alcun effetto sul progetto di portare a compimento la riforma entro fine legislatura: “Mancano 26 mesi – spiega Alfano –  e noi abbiamo il dovere e la necessità di discutere questa riforma in Parlamento. Per la doppia lettura (in Camera e Senato, come avviene per le riforme costituzionali, ndr) 26-27 mesi è un tempo congruo.

E ieri, in serata, c’è stato ad Arcore un incontro tra Berlusconi e i suoi legali per cominciare a definire concretamente una strategia da seguire, soprattutto in vista della ripartenza dei processi contro il Cavaliere (28 Febbraio Mediaset, 5 Marzo Mediatrade, 11 Marzo Mills e 6 Aprile quello per concussione e sfruttamento della prostituzione). Insomma la guerra a quello che Berlusconi definisce il “contropotere politico” dei magistrati sembra avviarsi vero la battaglia finale.

Cristiano Marti