Berlusconi: “In Libia violenze inaccettabili”

La violenza sui civili è inaccettabile”.
Berlusconi segue con estrema attenzione e preoccupazione l’evolversi della situazione in Libia e si tiene in stretto contatto con tutti i principali partner nazionali e internazionali per fronteggiare qualsiasi emergenza“.

Una nota rilasciata da palazzo Chigi sottolinea l’attenzione del premier che si dice”allarmato per l’aggravarsi degli scontri e per l’uso inaccettabile della violenza sulla popolazione civile“.
L’Unione Europea e la Comunità internazionale, si legge ancora, “dovranno compiere ogni sforzo per impedire che la crisi libica degeneri in una guerra civile dalle conseguenze difficilmente prevedibili, e favorire invece una soluzione pacifica che tuteli la sicurezza dei cittadini così come l’integrità e stabilità del Paese e dell’intera regione“.
Frattini ha sottolineato la necessità che in Libia parta “un processo pacifico di riconciliazione nazionale che porti a una Costituzione“.

La situazione in Libia è molto grave, sull’orlo di una guerra civile“, ha detto Frattini al termine del vertice dei 27, e Tripoli deve ascoltare “la richiesta forte dell’Europa” a fermare le violenze sui civili, a cui l’Italia si associa “senza se e senza ma“.
La risposta del governo Italiano arriva al culmine di una giornata di forte violenza in Libia, con aerei ed elicotteri che bombardano la folla scesa in piazza.

Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, aveva osservato che “il governo Berlusconi tace perché si è compromesso in un modo incredibile stracciando anche la nostra dignità“, accuse che si intrecciano con quelle dell’Italia dei valori che, attraverso il senatore Stefano Pedica, chiede al Pd di “fare mea culpa” per aver a suo tempo votato sì al Trattato italo-libico, e con il portavoce Leoluca Orlando che accusa Frattini di “complicità con chi ha le mani sporche di sangue“.
Nella serata di ieri anche la manifestazione dei Radicali davanti a Montecitorio per chiedere le dimissioni di Frattini e la revisione del Trattato di amicizia, attraverso il quale, secondo Marco Pannella, “Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi hanno dato sostegno internazionale a Gheddafi, un dittatore assassino del suo popolo“.

Matteo Oliviero