Cancro al pancreas: le cellule tumorali soggiogano il sistema immunitario

Recentemente tornato al centro delle attenzioni dei quotidiani per la vicenda che riguarda il manager di Apple, Steve Jobs, che alcune voci descrivono in fin di vita, il cancro al pancreas come è risaputo è uno dei più temuti e aggressivi tumori.

A contribuire alla spiegazione del perché di ciò è arrivato un nuovo studio del San Raffaele di Milano che oggi è stato pubblicato sul Journal of Experimental Medicine.

La ricerca ha dimostrato che il carcinoma al pancreas deve la sua elevata pericolosità al fatto di avere la capacità di condizionare il sistema immunitario in modo che quest’ultimo, invece di contrastare la crescita tumorale, venga attivamente coinvolto nella sua progressione.

In parole più semplici, all’interno del corpo più che un ammutinamento da parte delle difese, si verificherebbe un vero e proprio tradimento.

Il gruppo di scienziati ha identificato un fitto dialogo che intercorre tra le cellule tumorali e le cellule presenti nel microambiente tumorale, come le cellule stromali e quelle del sistema immunitario. Quest’ultimo verrebbe così alterato, specialmente per quanto riguarda i linfociti T che invece di produrre le citochine efficaci nel combattere il tumore, cominciano a produrre subdolamente citochine che favoriscono ancora di più l’avanzamento del cancro.

A guidare lo studio è stata Maria Pia Protti, coadiuvata da Lucia De Monte dell’Unità di Immunologia dei Tumori, che ha dichiarato: «Questa ricerca rappresenta un passo in avanti sia nella conoscenza dei meccanismi biologici che rendono il carcinoma del pancreas un tumore particolarmente aggressivo, sia nell’identificazione di nuovi target terapeutici che consentiranno di mettere a punto, nei prossimi anni, nuove strategie terapeutiche».

Nella speranza che in un prossimo futuro la ricerca possa portare a mettere un argine alla pericolosità della suddetta malattia, per adesso non rimane che ricordare alcune statistiche: il carcinoma del pancreas è  la quarta causa di morte per tumore. La chirurgia è ad oggi il trattamento più efficace, ma solo il 15-20% dei pazienti è candidabile all’intervento. In questo caso la sopravvivenza le speranze di vita rimangono comunque variabili.

S. O.