Gheddafi parla alla tv: Tutti mi temono, anche l’Italia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:42

Il leader libico, Muammar Gheddafi, non si arrende davanti alle proteste che da giorni hanno incendiato il paese nordafricano in un revival di ciò che è successo soltanto poche settimane fa in Tunisia e Marocco, dove sono stati detronizzati i regimi guidati rispettivamente da Ben Alì e Hosni Mubarak.

Gheddafi, sostenitore e regista di una repressione violentissima che ha già portato all’uccisione di centinaia di manifestanti, dopo la brevissima apparizione di appena venti secondi in video di ieri in cui ribadiva di non trovarsi all’estero (si vociferava fosse scappato in Venezuela, ndr), ma di voler rimanere nella propria terra per combattere gli insorti, è di nuovo comparso sulla tv di stato per un discorso molto più lungo.

Il colonnello, che nel 1969 prese il potere con un colpo di stato ai danni del re Idris, ha esordito: «Io sono il leader della rivoluzione e non intendo farmi da parte. Vogliono rovinare la vostra immagine nel mondo. La vostra immagine è distorta nei mass media arabi per umiliarvi. Prima del mio arrivo, la Libia non aveva un posto nel mondo. Ora tutto il mondo ci guarda con rispetto e con timore grazie a me, compresa l’Italia. Ci siamo fatti rispettare da tutti, quando sono andato in Italia hanno salutato con rispetto il figlio di Omar Mukhtar».

Gheddafi ha poi continuato: «In piazza ci sono solo drogati. Ci sono giovani innocenti pagati dall’estero per combattere contro di noi. Io sarà leader a vita, morirò qui come un martire».

Poi un invito ai propri sostenitori affinché scendano in piazza per combattere i manifestati: «Useremo la forza in conformità alle leggi internazionali. Se fossi stato un presidente vi avrei già offerto le dimissioni. Ma voi state per affrontare il leader di una rivoluzione in una roccaforte. Io ho il mio fucile. E chi mi ama vada ad attaccare questi rivoltosi. Evitate che i vostri figli cadano vanamente».

S. O.

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