In Lombardia parte il progetto “Web in cattedra”

Milano febbraio 2011. Parte per iniziativa del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano, con il coordinamento dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, il progetto che si pone l’obiettivo di avvicinare gli educatori all’uso consapevole del web per poter poi trasferire la conoscenza agli studenti.

Nome in codice “web in cattedra” ed è così che la polizia postale delle telecomunicazioni e le questure di Milano, Brescia, Lecco, Pavia e Varese, scendono in campo con il colosso mondiale Microsoft e l’associazione ONAP (Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici) per prendere una posizione netta verso un insegnamento ai più a rischio, all’uso consapevole della rete e in particolare dei social network.

Il progetto partirà con una fase minore in cui verranno coinvolti pochi docenti che avranno la possibilità di partecipare a corsi tenuti dagli specialisti della Polizia e di Microsoft sulle tematiche in oggetto.L’obiettivo di tale formazione è quella di mettere in grado questi insegnanti di trasferire al resto del corpo docenti del proprio istituto i metodi di tutela dei navigatori più piccoli per poi insegnare ai ragazzi come “cavarsela” nel mondo dei grandi sul web.

Sulla pagina di Microsoft troviamo questa introduzione: << Un percorso formativo di nove ore per trasmettere agli insegnanti della scuola secondaria di primo grado della città di Firenze e provincia gli strumenti che favoriscono un uso sicuro di Internet da parte dei ragazzi. Più di cinquanta educatori sono stati coinvolti nelle ore di formazione e 4.500 saranno gli studenti sensibilizzati sull’utilizzo consapevole e responsabile della Rete.  >>.

In una seconda fase i docenti coinvolti saranno molti di più, circa 800, per arrivare a coprire un totale di 140 mila studenti delle scuole inferiori.

Scrive invece Patrizia Santovecchi, Presidente dell’ONAP: << Capire i ragazzi, oggi, non è sempre per gli adulti compito agevole, soprattutto quando si tratta di comprenderne i bisogni, i modelli di riferimento, gli schemi cognitivi inerenti i diversi gruppi che compongono il variegato universo giovanile. Giovani che sempre più spesso restano ”contagiati” da modelli sociali trasgressivi. E’ chiaro, quindi, che una parte importante nella ”costruzione sociale della realta”’ del giovane, oggi, le rivestono le Community. Se esse sono sane e corrette possono costituire un’importante risorsa nel percorso di crescita personale, al contrario costituiscono un ostacolo per un sano sviluppo psichico  >>.

Lodevole iniziativa in un mondo che mette a rischio i nostri figli e chi psicologicamente è più debole, speriamo che l’attività vada in porto e porti i frutti pronosticati.

I.T.