Lombardia: meno sale nel pane per tenere a bada la pressione sanguigna

Si chiama “Con meno sale nel pane c’è più gusto e guadagni in salute” l’iniziativa promossa dal Ministero della Salute, grazie a un protocollo d’intesa tra la Direzione generale Sanità della Lombardia e l’Unione Regionale Panificatori, la Confcommercio, la Fiesa Confesercenti e Aibi/Assitoldalla, con l’obiettivo di promuovere una campagna a favore di un’alimentazione corretta.

Che il troppo sale faccia male alla salute è noto un po’ a tutti, ma la sfida lanciata dall’assessore regionale alla sanità, Luciano Bresciani, mira a qualcosa in più dalla semplice informazione.

L’obiettivo è quello di modificare in parte le abitudini in fatto di cibo dei cittadini lombardi, lasciandoli comunque soddisfatti in termini di gusto.

Da oggi 22 febbraio, oltre duecento panifici lombardi produrranno il pane modificandone un pizzico la ricetta: verrà usato meno sale. Per l’esattezza si passerà da una percentuale pari al 2% sul totale della farina a una che si avvicinerà all’1,7% entro il 30 giugno del 2012. Quindici mesi per fare accettare il cambiamento del sapore in un prodotto basilare nella dieta degli italiani: il pane forse saprà un po’ più insipido, ma i consumatori ne guadagneranno in salute.

Secondo gli esperti, ridurre la quantità del sale all’interno delle nostre cucine può arrecare numerosi benefici e allontanare il rischio di incorrere in malattie pericolose.

Per tutti coloro che vorranno provare questo salutare esperimento, basterà recarsi in uno dei tanti panifici che esporranno in vetrina la locandina dell’iniziativa.

Questo il commento dell’assessore Bresciani, in occasione della presentazione dell’iniziativa: «La riduzione dell’assunzione di sale con la dieta è un obiettivo di salute di estrema importanza: un consumo eccessivo determina infatti un aumento della pressione che a sua volta aumenta il rischio di insorgenza di gravi malattie, come l’infarto e l’ictus. Si tratta di un progetto che punta dunque a dare il buon esempio per una migliore qualità della vita, anche con il coinvolgimento dei settori produttivi in un’ottica di sussidiarietà».

S. O.