Magdi Allam: in Libia un genocidio inaccettabile

“E’ sconvolgente la rapidità del contagio delle rivolte popolari: Tunisia, Egitto, Libia, Yemen, Bahrain. E’ una realtà nuova, ma non possiamo parlare a qualcosa che assomiglia al 1989, perché in Egitto chi mantiene il potere è ancora l’esercito, come in Tunisia”. A dichiararlo è stato questa mattina l’eurodeputato Magdi Cristiano Allam, raggiunto al telefono dal direttore di Libero, Maurizio Belpietro.

Per l’animatore del movimento “Io amo l’Italia” esistono varie spiegazioni che possono far comprendere l’origine dello scoppio della “polveriera” maghrebina: “Ci sono cause economiche – ha detto – ma anche la frustrazione dei giovani, le disparità palesi tra classi e genti. E ancora, motivazioni etniche, come in Libia”.

E la soluzione – come è facile intuire –  non è affatto facile: “Noi in occidente – ha notato il parlamentare europeo – siamo affascinati dalle elezioni, che però non esauriscono la democrazia. Ricordiamoci che attraverso elezioni sono andati al potere soggetti come Hitler, Mussolini, Khomeini in Iran, un partito fondamentalista come Hamas in Palestina. Non cadiamo nell‘errore – ha detto Magdi Allam – di esercitare pressioni per rapide elezioni con soggetti politici fragili e un estremismo islamico viceversa forte e radicato”.

E focalizzando l’attenzione sul Paese retto dal Rais: “In Libia – ha tagliato corto l’eurodeputato – è un genocidio, l’uso di aerei militari sulla folla è brutale e sconvolgente e rappresenta una sconfitta per tutti noi: Gheddafi l’abbiamo sostenuto, coccolato, gli abbiamo venduto armi in cambio di petrolio, fondi sovrani, aperture al liberomercato. Un tracollo così barbaro del regime – ha affondato Magdi Allam – ci interroga profondamente. La salvaguardia degli interessi delle nostre imprese, legittima, deve essere coniugata al rispetto per la persona e – ha scandito – per i diritti umani“.

Maria Saporito