Matteo Renzi: “Non lascio il Pd neanche se mi cacciano”


Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, è sicuro: “Non lascerò il Pd neanche se mi cacciano”.

Durante la trasmissione radiofonica Un giorno da pecora, e in seguito alle polemiche riguardanti la possibile candidatura di Rosy Bindi a premier, Renzi ha affermato, qualora ve ne siano dubbi, il suo legame con il Partito Democratico: “Non sono mica Scilipoti”.

Il riferimento è al deputato Idv che, in vista del voto di fiducia al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, uscì dal partito per aderire al movimento di responsabilità nazionale, proprio in sostegno al premier.

“Se uno smette di credere in un progetto politico, non deve certo essere costretto con la catena a stare in un partito, ma questa gente, quando se ne va, deve fare il favore anche di lasciare il seggiolino”, ha proseguito il primo cittadino di Firenze, ribadendo il suo punto di vista sul voltagabbana di qualche deputato “venduto”, per i detrattori, al miglior offerente.

Di Silvio Berlusconi si torna a parlare cercando di fornire una spiegazione all’attuale punto debole del Pd: “Il giorno in cui il Pd smetterà di parlare di Berlusconi, vincerà le elezioni. Noi abbiamo Berlusconi come una sorta di scimmia sulla spalla. C’è una parte del gruppo dirigente del centrosinistra che non campa senza Berlusconi, gente che ha fatto la sua fortuna con l’antiberlusconismo“. Tra questi, Renzi cita anche il leader di Idv, Antonio Di Pietro.

Del premier, inoltre, si dice speranzoso che “riesca ad andare davanti ai giudici a farsi processare. Poi spero che riesca anche a dimostrare di essere innocente e, come terza cosa, spero che sia sconfitto alle elezioni”.

Di candidarsi a premier per il centrosinistra, però, non vi è chance: non parteciperà alle primarie, perché “ho già vinto come sindaco”, bensì si candiderà alle stesse per il 2014.

Carmine Della Pia