Omicidio Verbano, 31 anni dopo: indiziati due militanti di estrema destra

Trentuno anni dopo, a Roma, si ricorda la morte del giovanissimo Valerio Verbano, ucciso all’età di 19 anni anni da un commando vicino ai Nuclei Armati Rivoluzionari (Nar), gruppo terrorista di ispirazione fascista che operò molto a cavallo tra gli anni settanta e ottanta.

Era il 22 febbraio del 1980 e Valerio, militante di Autonomia Operaia, ritornato da scuola fu sorpreso da tre uomini col viso coperto da passamontagna che lo freddarono con degli spari partiti da pistole dotate di silenziatore.

Fu un omicidio intriso di sentimenti politici e ideologia. Nonostante la giovane età, Valerio era già impegnato nel sociale e, in particolare, portava avanti un’inchiesta fotografica sulla vita dei gruppi di estrema destra che agivano nella capitale.

Oggi, dopo ventiquattro mesi di indagini per una nuova inchiesta della magistratura che ha riportato alla luce quel caso insoluto, è stata ufficializzata una nuova pista: secondo gli inquirenti, ad uccidere Valerio, sarebbero stati suoi coetanei. All’attenzione degli investigatori ci sono due uomini, oggi cinquantenni: entrambi notoriamente militanti di estrema destra, il primo da tempo vive all’estero, mentre il secondo condurrebbe una normale vita in Italia.

Stando ad alcune indiscrezioni, sarebbero stati realizzati due nuovi identikit dei sospettati.

Il movente che portò all’omicidio Verbano sarebbe riconducibile alla volontà, di quelli che erano poco più che dei ragazzini, di affermarsi nel sottobosco dei movimenti di estrema destra, portando come referenza un’azione fortemente simbolica come sarebbe stata l’uccisione di un giovane comunista.

A commentare la notizia sono arrivate le parole di Carla Zappelli, la madre di Valerio oggi ottantasettenne: «La notizia che ci sono finalmente due nomi collegati all’omicidio di mio figlio è un sollievo. Se dopo 31 anni si riuscisse a scoprire qualcosa sarebbe meraviglioso. E’ quello che aspetto. Ed acquista un valore ancora più grande perché avviene in questa giornata, nel 31mo anniversario della morte di mio figlio».

Nel frattempo, domani presso il Teatro Ambra Garbatella di Roma, avverrà la premiazione del “Premio Verbano”, in omaggio alla memoria del giovane prematuramente scomparso.

Ogni anno, centinaia di ragazzi dei cinque centri di formazione professionale della provincia presentano diversi lavori: quest’anno in gara tre lavori teatrali e due cortometraggi.

Simone Olivelli