Pd: tra Bindi e Renzi è scontro generazionale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:21

I due non se le mandano a dire: dopo gli strali sferzati per la prima volta qualche giorno fa, il sindaco di Firenze e leader dei “rottamatori” democratici, Matteo Renzi, e la presidente del Pd, Rosy Bindi, hanno deciso di fare sul serio, consegnando alla stampa dichiarazioni al vetriolo volte a screditarsi reciprocamente.

Sulla Bindi pende l’investitura di molti influenti politici del centrosinistra (tra tutti Nichi Vendola e Romano Prodi), convinti che la sua candidatura a premier potrebbe aprire una nuova fase nel Paese, capace di mandare in soffitta il berlusconismo. Un’analisi non condivisa dal giovane Renzi, che ha piuttosto rimarcato i motivi che – a suo parere – rendono inaccettabile la proposta. “Niente di personale nei confronti di Rosy Bindi – ha esordito ieri il “rottamatore” – ma vorrei dire che la Bindi è in Parlamento da prima della caduta del muro di Berlino, iniziando all’Europarlamento”.

“Poi ha fatto sei mandati – ha continuato il primo cittadino di Firenze – due volte è stata ministro. E ha perso le primarie con Veltroni. Per il centrosinistra io vorrei che fi cosse un candidato in grado di vincere le elezioni, non di perdere le primarie”.

Non solo: “Dico che è un po’ buffo – ha aggiunto il giovane democratico – che quando un gruppo di persone devono decidere dove andare e con quale macchina, si litighi su chi la debba guidare. Prima dobbiamo trovare l’accordo su cosa fare per l’Italia, le alleanze, poi discuteremo del leader. Berlusconi – ha proseguito Renzi – deve essere sconfitto con le armi della politica, sui temi di merito. Dobbiamo uscire dalla logica dello scontro a tutti i costi, come se Berlusconi e l’antiberlusconismo – ha concluso – fossero facce della stessa medaglia”.

E la diretta interessata? Raggiunta ieri a Torino, dove ha partecipato a un incontro organizzato per sostenere la candidatura di Piero Fassino a sindaco della città, Rosy Bindi ha così replicato: “Il gioco di Renzi è ormai scoperto: pensa di essere lui a poter aprire la pagina nuova. Renzi è un prodotto del berlusconismo, per la spregiudicatezza e per i suoi viaggi ad Arcore e non potrà mai aprire lui una pagina nuova perché – ha osservato la democratica – pensa solo a se stesso“.

“Fatevi dire da Renzi – ha continuato la presidente del Pd rivolgendosi ai giornalisti – una persona che non sia lui stesso che possa aprire una pagina nuova. Non vi farà mai un nome, perché lui – ha affondato la Bindi – pensa solo a Renzi“.

Maria Saporito

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