Roma, Montella: “Non mi sento un traghettatore. Sarò me stesso”

ROMA, PRIMA CONFERENZA PER MONTELLA – E’ un Vincenzo Montella sereno e sicuro quello che alle 12,45 in punto si è presentato a Trigoria in sala stampa per rispondere alle domande dei giornalisti per la sua prima conferenza stampa da allenatore della Roma.

L’ex attaccante giallorosso esordisce ringraziando la società per l’incarico affidatogli e spiegando le motivazioni che lo hanno spinto ad accettare la proposta: “Ho accettato con entusiasmo perchè sono contentissimo. Ho una grande fortuna di allenare giocatori molto forti che ora non stanno passando un bel momento, sono sensibili talvolta sarebbe meglio avere un carattere più spigoloso. Credo nella loro voglia di rivalsa. Sarà importante parlarci, credo nelle loro potenzialità”.

Domani battesimo del fuoco a Bologna, per il recupero della gara rimandata per neve. La Roma sarà obbligata a fare risultato, Montella però ha già chiaro quale input dare ai suoi ragazzi: “Credo che i giocatori migliori debbono giocare nelle posizioni in cui si esprimono al meglio. Sì, penso di avere la mia idea. Ho la fortuna di avere una rosa ampia e di alto livello. Ho l’imbarazzo della scelta, però non significa accontentare tutti. Dovrò scegliere. Di più non dico per non dare vantaggi all’avversario”, un concetto breve e lineare che era però disatteso da Ranieri che spesso in questa annata ha schierato giocatori fuori ruolo.

Gli attaccanti giallorossi sono stati spesso protagonisti di screzi e discussioni con l’allenatore quando sono stati lasciati in panchina. Il nuovo tecnico giallorosso (uno che quando non giocava non la prendeva esattamente bene) sa che ci può essere tale evenienza, ma in maniera molto matura asserisce: “Anche giocando mezz’ora si può essere decisivi. Se oggi sono qua è perchè ho questi requisiti anche. Credo molto al giocatore che si può incazzare, si deve incazzare, ma non deve venir meno ai suoi doveri di professionista. Importante che il calciatore abbia la voglia di prepararsi a vincere. Questo significa anche fare delle rinunce, ingoiare qualcosa”.

La retroguardia capitolina ha incassato oltre 50 gol, Montella sa che ci sarà da lavorare a tal merito, e non solo sulla difesa: “Bisogna darci dei principi, delle linee guida. Bisogna essere tutti consapevoli e convinti. Se si prende gol non è soltato ed esclusivamente colpa dei difensori”.

A chi gli domanda se si sente un traghettatore risponde con decisione: “Discorsi che non mi toccano. Non mi interessa che si parli di Ancelotti, l’ho messo in preventivo. Non mi sento un traghettatore. Il mio obiettivo è fare bene da qui alla fine dell’anno”. In molti hanno espresso parecchie perplessità sulla poca esperienza maturata dall’ex attaccante in veste di allenatore, tuttavia la sua reazione è pronta: Se è per questo ho molta più esperienza io in panchina che molti allenatori italiani. Domani sarà una delle poche volte che mi ci siederò volentieri (ride n.d.r).

Un salto, quello dalla guida tecnica dei Giovanissimi alla Prima squadra che potrebbe risultare avventato:” Il mio programma personale era leggermente diverso. Però ho accettato con entusiasmo e sicurezza. Sono consapevole a cosa vado incontro. Sono sicuro che anche vincendo tutte le partite non si può avere unanimità mediatica e dei giocatori”. L’ “aeroplanino” non accetta confronti tra i ragazzi allenati da lui fino a pochi giorni fa e gli adulti che si appresta a condurre:Parallelismi non è giusto farne: i ragazzi sono ragazzi, gli adulti sono adulti. Come ho detto prima, la squadra deve mettere i giocatori migliori nelle posizioni migliori. C’è una fase di possesso e una di non possesso, ma per me sarà importante trasmettere che tra le due fasi ce n’è una di transizione che significa passare il prima possibile da una fase all’altra. Questo fa la differenza”.

“Vincenzino”, come lo chiamavano affettuosamente i tifosi, non vuole ispirarsi a qualcuno in particolare: “Sarò me stesso” e non se la sente di fissare degli obiettivi: Non possiamo guardare a lungo termine, bisogna guardare a domani. Ambiamo al massimo, la squadra ha le potenzialità per fare il massimo”.

Un ultimo pensiero all’ex tecnico Claudio Ranieri:Ho chiamato Ranieri per due motivi: uno per ringraziarlo perchè è stato tra le prime persone che quando ho deciso di fare l’allenatore l’ha saputo per una coincidenza eravamo insieme e m’ha dato degli ottimi consigli. Perchè lo stimo, e poi perchè credo fosse la cosa giusta. Non sono andato nel dettaglio perchè credo che io mi debba fare la mia idea. Da dentro, da ieri, da oggi non da quello che è successo. E’ stato un saluto sentito”.

Questo pomeriggio allenamento di rifinitura in vista della gara di domani al “Dall’Ara”. A prescidere dalla fede calcistica Montella merita sicuramente un in bocca al lupo. A 36 anni è una delle poche immagini nuove e giovani del nostro calcio vetusto e decadente.

Simone Meloni