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Se Fli scompare al Senato

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Aria di tempesta nel quartier generale di Fli. Le defezioni sia alla Camera che al Senato stanno provocando scompigli inimmaginabili e costringendo la dirigenza del partito a correre ai ripari, tentando il tutto per tutto. Cosa farà Gianfranco Fini se le voci trapelate nelle ultime ore dovessero risultare veritiere? Come riorganizzerà un partito che rischia di perdere pedine importanti come Adolfo Urso, Andrea Ronchi e Pasquale Viespoli?

In molti riferiscono che il presidente della Camera sia realmente preoccupato e stia per questo mettendo a punto una strategia “difensiva” tesa a fronteggiare l’eventuale valanga. La situazione più delicata riguarda senz’altro l’aula di palazzo Madama, dove 6 o 7 senatori finiani sarebbero già in procinto di abbandonare il partito. Numeri da capogiro, che renderebbero inevitabile una riorganizzazione delle alleanze capace di giustificare la permanenza dei pochi “irriducibili” in Aula.

Se anche Pasquale Viespoli deciderà di dare il benservito a Gianfranco Fini, molti senatori – si vocifera – sceglieranno di seguire le sue orme. A rimanere in Senato potrebbero essere solo in tre: Giuseppe Valditara, Maria Ida Germontani e Candido De Angelis. Una terna impossibilitata a rappresentare in solitaria le istanze di un gruppo ormai disciolto e che dovrebbe per questo cercare un sostegno aggiuntivo. A ipotizzare la soluzione sarebbe stato lo stesso Gianfranco Fini che avrebbe prefigurato la possibilità di creare un nuovo gruppo al Senato targato Fli-Api. Non solo: il presidente della Camera avrebbe già espresso la sua personale preferenza sull’eventuale scelta del leader da porre a capo dell’inedito “cartello” parlamentare, caldeggiando la candidatura del pidiellino Beppe Pisanu.

Scenari apparentemente irrealizzabili, ma che invece – se l’emorragia in corso all’interno di Fli non dovesse arrestarsi – potrebbero presto tradursi in cronaca politica. Anche alla Camera la situazione non sarebbe delle più felici: i beninformati riferiscono che Adolfo Urso, Andrea Ronchi e Pippo Scalia (coordinatore di Fli in Sicilia) stiano seriamente prendendo in considerazione l’ipotesi di abbandonare lo schieramento. Questa mattina dovrebbe tenersi l’ennesimo faccia a faccia voluto da Fini e Bocchino per tentare la difficile mediazione, ma le condizioni per una facile risoluzione della questione non sembrerebbero esserci. Anzi.

I tre (e con loro gli altri futuristi in crisi) starebbero già ipotizzando la creazione di un nuovo gruppo parlamentare da fondare in compagnia dei “sudisti” capitanati da Gianfranco Miccichè. Uno schieramento autonomo, capace di esprimersi in completa libertà sulle varie questioni parlamentari che verranno sottoposte all’assemblea di Montecitorio. Un gruppo di “cani sciolti” smaniosi di competere con gli animatori più convinti del Terzo polo.

Maria Saporito

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