Smog e influenza, a Milano i bimbi si ammalano di più

A Milano i bambini si ammalano più spesso che nel resto d’Italia. Influenza, tosse e raffreddore colpiscono i piccoli dal 30 al 50% in più che nelle altre Regioni, e la colpa è anche di smog o del fumo di sigaretta dei genitori.

Lo ha spiegato Susanna Esposito, direttore della Clinica pediatrica De Marchi di Milano, in una conferenza stampa per presentare le novità della struttura. “A Milano – spiega l’esperta – nei bimbi sotto i tre anni si contano 6-7 infezioni l’anno, che diventano 4-5 sopra i 3 anni. Ma dato che le infezioni sono concentrate soprattutto nei mesi invernali, si contano in realtà 1-2 al mese, con notevole disagio dei genitori”.

Circa il 30-35% casi in più di tossi, otiti, tonsilliti, ma anche bronchiti e polmoniti ricorrenti che al Centro-Sud o comunque lontano dalle aree metropolitane, e fino al doppio se come pietra di paragone si prende ad esempio una città siciliana. Se nel 1980 era il 5% dei bambini a raggiungere questa soglia di infezioni, oggi sono il 25%”. In trent’anni il dato è quadruplicato, a causa della realtà inquinata in cui viviamo, che incide pesantemente sulle infezioni.

Non a caso gli accessi al pronto soccorso per problemi respiratori aumentano di pari passo con i livelli di PM10, le cosiddette polveri sottili. Per migliorare la situazione serve rieducare i genitori all’importanza della vaccinazione anti-influenza, ma anche all’uso corretto dei farmaci: troppo spesso infatti, ai bimbi viene dato un antibiotico (che è inefficace se l’infezione è virale) o una terapia delle cosiddette medicine ‘alternative’, come fitoterapia o erboristeria. Inoltre, troppo spesso i genitori, appena passa la febbre al figlio, lo riportano all’asilo o a scuola dove il piccolo, non ancora guarito, re-innesca la catena del contagio e rischia anche lui l’ennesima ricaduta.

Adriana Ruggeri