Trivulzio: si dimette il Cda. Proteste dei centri sociali davanti alla sede

Il consiglio d’amministrazione del Pio Albergo Trivulzio si è dimesso.

L’istituzione milanese, la cui missione dovrebbe essere quella di aiutare i bisognosi, è stata travolta dallo scandalo che larga parte della stampa ha ribattezzato con il nome di Affittopoli.

Da indagini portate avanti dalla Casa del Comune di Milano si è scoperto che una vastissima percentuale degli appartamenti di proprietà del Trivulzio – conosciuto anche con il nome di Baggina – sono stati affittati negli anni a personaggi in vista appartenenti al mondo della politica o a quello dello spettacolo. In ogni caso, gente che non avrebbe dovuto avere il diritto di poter usufruire dei canoni agevolati caratteristici appunto delle residenze del Pat.

Mentre si rimane in attesa di capire se lo scandalo riguarderà anche la cessione di parte degli immobili avvenuta sempre a prezzi non coerenti con l’andamento del mercato immobiliare, oggi, è intervenuto sulla questione il sindaco della città meneghina, Letizia Moratti che si è detta contenta della scelta compiuta dal cda del Trivulzio.

«So che ci sono state le dimissioni di cinque dei sette membri del Cda. Esprimo soddisfazione rispetto a quanto è avvenuto. Avevo parlato con i membri del Cda per spiegare che un passo indietro avrebbe consentito all’ente di potere avere una discontinuità rispetto a questo problema che si è drammaticamente creato».

Per il sindaco, adesso, il futuro prossimo della Baggina sembra chiaro: «Credo che il passo successivo dovrà essere il commissariamento anche questo lo deciderò assieme al presidente Roberto Formigoni, con il quale ho già condiviso tutti i passi che ci hanno portato a questa decisione sui vertici del Pio Alberto Trivulzio».

Intanto questo pomeriggio si è registrata la protesta di alcuni esponenti del centro sociale “Cantiere di Milano”. Una ventina di militanti si sono presentati davanti alla porta di ingresso della sede del Pat e hanno inscenato un sit-in proprio nei minuti in cui vi era in corso la riunione del Consiglio d’amministrazione.

Alcuni dei manifestanti hanno diffuso volantini e scritto slogan utilizzando delle bombolette spray.

Ci sono stati anche brevi momenti di tensione quando i più esagitati hanno cercato di introdursi sin dentro i locali dell’istituzione, al punto che qualcuno ha intimato di essere in procinto di chiamare la polizia.

Tra gli striscioni esposti, uno recitava: «Via il cda del Pat, fuori i privilegiati, dentro tutti quanti».

S. O.