Bahrein: liberati attivisti e oppositori. Ma il popolo chiede le dimissioni di Re Hamid

Ancora decine le persone rimaste in galera. Ma da stamattina la buona notizia è che il governo ha iniziato la liberazione dei prigionieri politici: un centinaio in tutto, fra i quali anche 23 persone accusate di aver tentato di rovesciare la monarchia. Una notizia accolta positivamente dal partito sciita Wefaq che commenta la situazione attraverso Ibrahim Mattar, uno degli esponenti di spicco: “Consentire alla gente di protestare e rilasciare quelle persone sono iniziative positive” ma, aggiunge “il punto principale che aspettiamo è l’iniziativa per la riforma politica. Finora non hanno promesso nulla. Se non lo dicono, stiamo perdendo tempo.

E la sensazione è proprio quella che, al di là del gesto di distensione di stamattina, popolo, opposizione e monarchia continuino ad avere idee diverse sulla soluzione della crisi. Gli stessi dimostranti continuano a presidiare ancora oggi Piazza della Perla a Manama, la capitale, esponendo striscioni come “noi siamo fratelli, sunniti e sciiti” e “non abbandoneremo questo Paese”. Dall’altro lato il re Hamad al Khalifa insiste col dire che “le piazze non sono il posto giusto per il dialogo nazionale” e che è necessario “sedersi ad un tavolo” per un confronto.

Richiesta che sembra lontana dall’essere accettata: ieri erano decine di migliaia le persone che hanno manifestato per strada contro il governo. Tutti chiedono una vera monarchia costituzionale. E ai cori di protesta si sono uniti anche rappresentanti delle forze dell’ordine. Uno di loro racconta: “Il nostro compito è quello di proteggere la gente e non di picchiarla. Le armi che sono state usate contro il popolo sono armi di vergogna. Ecco perché abbiamo deciso di stare dalla parte del popolo.

Un cerchio che si stringe sempre di più intorno al re Hamid, il quale in questi giorni registra anche il ritorno dall’estero di alcuni leader dell’opposizione che erano in esilio. Segno che il Bahrein sembra pronto a girare definitivamente pagina. “Questi pacifici mussulmani spiega il numero due di al Wefaq Sheikh Hussein al-Deehi – sono venuti per innalzare la bandiera patriottica per dire che noi vogliamo la libertà dopo che l’abbiamo chiesta per decenni e che ce l’hanno sempre negata. Abbiamo subito delle perdite ma insistiamo nel chiedere questa libertà”. Ripartendo da oggi, quando ci sarà l’ennesima manifestazione a Manama. L’opposizione prevede la presenza di centomila persone, le quali chiederanno tutte che re Hamid e la sua famiglia lascino il potere.

Cristiano Marti