Ballarò, l’uscita del tunnel è ancora lontana. Molto.

Siamo fuori dal tunnel? E’ quello che l’ultima puntata di Ballarò si è chiesta, cercando insieme ai politici presenti in sala una risposta che, ovviamente, non è arrivata limpida. Un classico, aiutato dal caso Gheddafi che ha ovviamente canalizzato l’attenzione, dimenticanto quasi del tutto il questito iniziale. Quelle sue pesanti affermazioni hanno improvvisamente cambiato il significato di tutte le immagini delle recenti visite a Roma, così come la pubblicizzata amicizia con Berlusconi. La prima parte è concentrata su questo, spiegando il perché di questo comportamento e poi divenendo una accesa battaglia per capire, tra destra e sinistra, chi è più amico di tale personaggio. Un fatto di rara comicità interrotto dall’arrivo dei sacri promo.

Al ritorno Floris cerca di recuperare cambiando strada e focalizzando il tutto più sul generale invece che sulla figura di una sola persona. Temi come economia, immigrazione, diritti sociali. Roba forte sulla quale gli esponenti dei rispettivi partiti sono riusciti a trovare comunque dei dissidi. Franscechini critica le scelte del governo, puntando il dito contro un procedimento che costringe la guardia costiera a scacciare i barconi  negando quindi i diritti dell’uomo, mentre Cota e in primis Gasparri, al grido unamine del “Non sai cosa stai dicendo” e “Vergognati”, controbbattono dando forza a tale procedimento aiutati dall’appluso del pubblico amico. Visioni incredibilmente lontane che creano un deciso scontro tale da costringe nuovamente Floris a mettere un punto e ricominciare. L’ambiente politico è caldo, ma comunque il giornalista/presentatore fa bene il suo compito, riuscendo a traghettare il tutto verso l’ospite speciale della serata: Emma Marcegaglia, presidente di Confidustria.

Domane sulla Libia, sull’importanza economica di questo paese per l’Italia (petrolio, gas), commento sulla persona di Gheddafi, su questo governo e approfondimento delle questioni d’attualità politiche e sociale. Come previsto la brava Emma appare decisa e oltre le parti, rispondendo senza timore alle ottime domande e non virando nè da una o l’altra parte. Nulla di epocale, che però apre egregiamente la seconda parte della serata.  Il perno è il decreto mille proroghe, aspramente criticato da varie incongruenze sia burocratiche (non è chiaro chi emanerà la celeberrima Social Card), sia da un fatto che il direttore dell’Unita de Gregorio sottolinea intelligentemente: “L’uso privato di Berlusconi della cosa pubblica”.

Subito pronta la risposta della maggioranza a colpi di smentite, ottime per togliere il discorso dalla spinosa questione. Così in men che non si dica si torna a parlare di numeri e conti, noiosi e di nullo interesse sia per gli spettatori sia per gli stessi esponenti della maggioranza. Sbadigliando si arriva al piatto finale che vede una veloce ripresa della questione: “Berlusconi, donne, società”, con tanto di videoarticolo tra il pensiero dei giovani, attraversando trasversalmente i problemi dell’attualità. Qui il risveglio è immediato grazie ad un inaspettato e stuzzicante finale purtroppo liquidato troppo in fretta dai ristretti tempi televisivi. Quindi, dopo tutte queste parole, idee ed interventi, siamo veramente fuori dal tunnel? Possibile, ma solo per i soliti. E sono davvero pochi.

 

Riccardo Cangini