Ban Ki-moon ha chiamato Gheddafi: Non è stata una telefonata semplice

Il segretario generale delle Nazioni Unite, il coreano Ban Ki-moon, è tornato a parlare della situazione politica in Libia, dove le accese proteste di migliaia di manifestanti che chiedono le dimissioni del colonnello Muammar Gheddafi si sono scontrate con una repressione violentissima che ha portato, secondo alcune stime, già a più di mille morti.

Ban Ki-moon era già intervenuto subito dopo il primo messaggio video di Gheddafi, quello di poco più di venti secondi andato e andato in onda sulla tv di stato dove il leader libico ha detto: «Voglio far vedere che sono a Tripoli e non in Venezuela. Non credete ai canali che appartengono a cani bastardi». In quell’occasione il segretario dell’Onu aveva confermato la portata della risposta del governo libico: «Stanno sparando sulla folla da aerei ed elicotteri. Tutto ciò deve cessare immediatamente».

Oggi, dopo esser ritornato da una visita lampo a Los Angeles per poter seguire gli sviluppi della crisi in Libia, Ban Ki-moon ha riaffermato la necessità di gestire l’emergenza nel modo più consono possibile, perché continuando in questo modo le conseguenze saranno disastrose per tutta la regione mediterranea.

Lo spettro di un’ingente immigrazione clandestina è già in cima all’agenda politica di diverse nazioni, Italia su tutte.

Per l’inquilino del Palazzo di vetro «l’attuale situazione è imprevedibile e potrebbe avere sbocchi diversi, molti dei quali pericolosi. A questo snodo cruciale, è imperativo che la comunità internazionale mantenga la sua unità e agisca insieme per garantire una rapida e pacifica transizione».

Ban Ki-moon ha poi confermato di aver telefonato direttamente a Gheddafi, con cui è rimasto a colloquio per circa quaranta minuti. A tal proposito il commento del segretario dell’Onu è stato lapidario: «Non è stata una telefonata facile».

Ma su questo davvero pochi erano quelli ad avere dei dubbi.

S. O.