Bersani: l’Italia ha balbettato sulle violenze in Libia

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha preso parte alla manifestazione organizzata ieri sera dal suo partito in piazza del Pantheon a Roma a sostegno dei manifestanti libici. Col suo intervento, il democratico ha lamentato l’incapacità del governo Berlusconi di assumere una posizione netta sulle violenze perpetuate dal Rais, rivendicando la necessità di correre ai ripari e di disegnare nuove strategie internazionali.

“L’Italia in tutte queste settimane – ha tuonato Bersani – è rimasta muta, ha balbettato. Da questa piazza, dal Pd e dalle forze di opposizione che ringrazio di essere presenti viene un’altra voce. Noi diciamo con forza: si fermi il sangue, Gheddafi smetta di ammazzare il suo popolo”.

“Berlusconi due giorni fa – ha ricordato il segretario del Pd – ha detto di non avere chiamato Gheddafi perché non voleva disturbarlo, ma in due anni il nostro capo del governo ha incontrato Gheddafi per otto volte: più di quanto ha fatto con India, Cina e Usa”.

“La nostra politica estera – ha rincarato il leader dei democratici – è stata ridotta ai rapporti personali, al ‘ghe pensi mi‘, ci siamo ridotti a essere un tappetino, subordinati a quelle autocrazie che sono diventate vere e proprie dittature, arrivando a farci umiliare”. E nel calderone delle frequentazioni imbarazzanti del presidente del Consiglio, il segretario del Pd ha inserito anche Putin e Lukashenko.

“Queste pagine di cronaca – ha ripreso Bersani riferendosi alle sollevazioni in atto nel Nord dell’Africa – segneranno inevitabilmente una svolta storica e quei Paesi domani non saranno comunque come sono stati ieri. Mentre avveniva tutto questo – ha lamentato il democratico – l’Italia veniva sorpresa nel punto più basso, dal dopoguerra a oggi, del suo prestigio internazionale“.

Maria Saporito