Fli: al Senato via Viespoli e Saia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:07

Nel partito di Gianfranco Fini la situazione è in continua evoluzione. Il sismografo di palazzo Madama ha ieri registrato l‘uscita di due senatori: l’ex capogruppo Pasquale Viespoli e Maurizio Saia e la permanenza dei rimanenti 6 capitanati da Mario Baldassari.

E’ stato proprio il presidente della commissione Finanze al Senato, infatti, a proporre ieri un documento (sottoscritto dai 6 “irriducibili”) teso a rimarcare la propria fedeltà al presidente della Camera. “Il Gruppo Fli al Senato – è stato poi ufficializzato nel pomeriggio –  in seguito all’uscita dei senatori Menardi e Pontone non ha più i numeri per esistere. Degli otto senatori restanti sei hanno confermato la loro permanenza nel Fli al fine di costruire un’alternativa competitiva all’attuale centrodestra e nella prospettiva di poter dar vita in tempi brevi ad un nuovo e più consistente gruppo parlamentare che faccia riferimento – è stato spiegato – al Polo per l’Italia, rifutando così qualunque ipotesi di ammucchiata a sinistra”.

Insieme a Mario Baldassari, i senatori Giuseppe Valditara, Maria Ida Germontani, Candido De Angelis, Barbara Contini ed Egidio Digilio tenteranno adesso di costituire un nuovo gruppo al Senato, attingendo al “bacino” rappresentato dai terzopolisti, ma le trattative appena avviate potrebbero presto naufragare a causa dello scetticismo manifestato dai casiniani e dell’eccessiva cautela ostentata dai rutelliani.

E se la situazione a palazzo Madama sembra essersi definitivamente assestata, alla Camera invece continuano a registrarsi “movimenti” meritevoli di ulteriori e scrupolose indagini. Dopo l’uscita di Luca Barbareschi e Luca Bellotti, l’emorragia dei deputati futuristi sembra essersi momentaneamente arrestata ma i soliti Adolfo Urso, Andrea Ronchi e Pippo Scalia tengono col fiato sospeso l’intera dirigenza di Fli. Per quanto, dopo un incontro consumatosi nel pomeriggio di ieri negli uffici del presidente della Camera, lo stesso Adolfo Urso pare abbia concesso speranze a Fini &co. sulla sua permanenza all’interno del partito.

Maria Saporito