Libia, Frattini: “Su energia impatto sostenibile, ma ricaduta negativa di 4 mld”

Si fa sempre più delicata la situazione in Libia, dove, come è noto, da giorni è in atto una rivoluzione popolare contro il regime di Gheddafi. Una vera e propria rivolta dei giovani, in nome della libertà e l’indipendenza, che il traballante leader libico sta cercando di soffocare con il sangue. L’Italia, che si è unita agli altri stati europei nel condannare le violenze succedutesi nelle strade contro i manifestanti, continua a monitorare con estrema attenzione gli sviluppi della vicenda, anche, e soprattutto, alla luce dei particolari legami esistenti con il Paese in questione.

Sulla crisi in Libia e sulle conseguenze per l’Italia è intervenuto oggi il ministro degli Esteri, Franco Frattini: “L’impatto sarà duro per il settore delle infrastrutture” afferma durante l’informativa urgente alla Camera. “Vi sono imprese italiane impegnate nel Paese e interessate in accordi per 4 miliardi di euro. Ci sarà una ricaduta negativa per le imprese italiane”, prosegue, “è un elemento su cui riflettere”.

Il ministro ostenta, comunque, un certo ottimismo riguardo all’interruzione delle forniture di gas dalla Libia: “E’ una conseguenza che l’Italia può sostenere, grazie alle forniture da Algeria, Azerbaijan, Russia e Paesi del Golfo”. Lo stesso Frattini definisce, inoltre, “ragionevole” la decisione dell’Eni di interrompere i flussi dal gasdotto Greenstream. Ieri, infatti, l’azienda aveva fatto sapere che il gasdotto che porta il gas dalla Libia all’Italia “verrà progressivamente svuotato e messo in sicurezza”, il tutto a causa di una gestione della conduttura sempre più problematica in seguito, appunto, ai disordini verificatisi nel Paese nordafricano.

Una situazione assolutamente non allarmante viene confermata dal ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani: “L’Italia – spiega – non toccherà le riserve strategiche di gas. Questa – precisa – è pari a 5,1 mld di metri cubi e rappresenta la riserva del Paese nei casi di vera emergenza e oggi non siamo in questo caso. C’è poi – aggiunge ancora Romani – la riserva aggiuntiva che viene formata quando non viene utilizzato a pieno regime gas di fornitura come nei mesi caldi, e oggi questa potrebbe essere utilizzata. Nel peggiore dei casi – chiarisce il ministro – la riserva aggiuntiva può essere intaccata, quella strategica non verrà toccata”.

Toni rassicuranti, infine, anche per quanto riguarda le forniture di petrolio. “In questo momento – spiega Romani – l’Italia non si pone il problema delle forniture di petrolio in seguito alla crisi libica, perché la capacità che ha il mondo di approvvigionarsi, purtroppo a prezzi elevati, c’è”.

Mauro Sedda