Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Cronaca: Ultime Notizie di Cronaca Sarah Scazzi: a Napoli in vendita il costume di Zio Michele

Sarah Scazzi: a Napoli in vendita il costume di Zio Michele

23 febbraio. Forse l’ironia, forse la mancanza di buongusto o forse entrambe le cose direbbe qualcuno.  Fatto sta che Michele Misseri, prima reo confesso dell’omicidio di Sarah Scazzi, poi accusatore della figlia Sabrina e infine suo difensore, a Napoli sembra essere stato fonte d’ispirazione per un costume di carnevale.

Vicenda dai tratti un po’ grotteschi, per le prossime festività in maschera, nel capoluogo campano potrebbe capitare di imbattersi nel travestimento di “Zio Michele”, un personaggio che, seppur legato a vicende tragiche  è ormai conosciuto da tutta Italia ed è forse proprio da qui che è nata l’idea di un costume che lo rappresenti. Qualche cliente si è ribellato – ha spiegato Carlo Mazza, proprietario del negozio in cui è apparso un manichino vestito da contadino – le mamme del popolo, mentre quelle più colte l’hanno presa con ironia”.

Sottolineando essere comunque una “provocazione” una protesta contro la tv. Certo l’iniziativa, che secondo il proprietario del negozio e riportato da Napoli Today, è una “reazione ad una crisi che sta strangolando il commercio” è apparentemente piuttosto discutibile e sicuramente molto discussa.

Vestire un bambino come una persona accusata dell’omicidio della nipote appare concettualmente “pesante” , ardito.  Il personaggio in questione non è infatti di fantasia, ma realmente esistente, anche se è d’obbligo specificare che l’accertamento delle responsabilità è ancora in corso.

Sarebbe però proprio il costume a lasciare un numero minore di dubbi rispetto alla realtà; un contadino con gillet e cordicella in mano, strumento quest’ultimo, che per diverse settimane è apparso essere l’arma del delitto. Di costumi per ora ne sarebbero stati venduti tre, ma la pubblicità che il negoziante ha tratto dalla sua trovata è stata eccezionale.

Vittima della cosiddetta sovraesposizione mediatica.  il caso Scazzi è stato al centro di polemiche furenti proprio in riferimento all’apparente grande capacità di stare in tv da parte di alcuni indagati, prima fra tutte Sabrina Misseri, la cugina della 15enne di Avetrana trovata morta in un pozzo, anch’essa attualmente in carcere con l’accusa di omicidio in concorso. I programmi televisivi per settimane hanno riempito diversi “blocchi” discutendo sulle presunte doti mediatiche di Sabrina. Lo stesso concetto di sovraesposizione è  interpretabile, in quanto, se da un lato i media non hanno mai lesinato alcuna notizia sull’omicidio di Sarah Scazzi, è anche vero che lettori di carta stampata e utenti televisivi  si erano fortemente concentrati sulla vicenda.

Rimane comunque piuttosto complesso stabilire l’origine dell’incredibile attenzione da parte del pubblico sul caso  Scazzi. Sono stati (e sono ancora) i media a, per così dire, indirizzare le cronache nazionali verso un caso piuttosto che un altro, o lettori e telespettatori vengono emotivamente scossi da una certa vicenda, chiedendo quindi a gran voce notizie sempre nuove a riguardo,  e solo allora i giornalisti si “scatenano” per soddisfare la curiosità collettiva?

A.S.