Vendola: con Fini posso trattare ma è un avversario

“Io ho posto un problema che riguarda una modalità di far vivere la politica oggi, quello delle primarie. Cioè di una contesa tra persone, idee e sensibilità che possa far vivere la costruzione della coalizione non come una cucina interna al palazzo, ma come un processo democratico”. Con queste parole, il governatore della Pugli, Nichi Vendola, è tornato questa mattina a rilanciare lo strumento delle primarie, considerate l’unico veicolo in grado di sostenere una certa idea di fare politica.

“Penso che uno dei problemi che abbiamo in Italia – ha continuato il leader di Sel a telefono con il direttore di Libero, Maurizio Belpietro – è la politica ridotta a talk show o rissa, o dentro al centrosinistra a equilibrismo talvolta estenuante tra culture politiche”. E “punzecchiato” sull’eterno rivale, Massimo D’Alema: “Io penso che ognuno debba avere le proprie opinioni – si è smarcato Nichi Vendola –  D’Alema è un dirigente di lungo corso e di grande intelligenza politica. Penso che posso essere tranquillamente sconfitto dentro alle primarie, ma deve vincere il modello primarie”.

Meno sfumato sul capitolo che riguarda le alleanze: “O il governo di scopo o una coalizione larga – ha spiegato il leader di Sel – deve avere un recinto molto delimitato. Io con Fini posso discutere e magari concordare sulla riforma del sistema elettorle, sul conflitto d’interessi. Posso intervenire sulle regole del gioco, ma poi – ha precisato Vendola – la partita la voglio giocare sul campo avverso a Fini. Lui ha come progetto politico la rifondazione del centrodestra. Io – ha sottolineato – ho la rifondazione del centrosinistra come orizzonte”.

E sulla difficile situazione in Libia e negli altri Paesi del Maghreb: “Stiamo apparendo complici di un tiranno – ha scandito il governatore della Puglia – e nel momento in cui c’è chi denuncia addirittura un tentativo di genocidio di Gheddafi non è possibile essere esitanti. C’è una voglia di partecipazione, di rovesciamento della passività che sta incendiando il Mediterraneo. Noi dobbiamo stare lì – ha concluso Vendola – dove la politica torna ad essere democrazia, partecipazione, protagonismo”.

Maria Saporito