Biotestamento, Marino (Pd): “Legge dai contenuti giuridici, non etici”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:49

Una legge sul biotestamento deve avere contenuti giuridici, non etici”. A dichiararlo è il senatore del Pd Ignazio Marino, in un’intervista a ‘Left’, in uscita domani.

L’esponente democratico rilancia con forza la battaglia contro il ddl Calabrò che approda a Montecitorio dopo l’ultimo via libera da parte della commissione Giustizia.

”Da parte della maggioranza di destra non c’è alcun interesse a cogliere gli aspetti scientifici della questione – spiega Marino – cioè il fatto che alimentazione e idratazione artificiale sono terapie mediche e non si fanno col cibo che si compra al supermercato. L’Ordine dei medici ha ritenuto di doversi riunire per scrivere un documento in cui viene ribadito che alimentazione e idratazione artificiale sono trattamenti sanitari”.

”Questa maggioranza – prosegue Marino – non tiene conto che circa l’80% degli italiani, cattolici e non, vogliono decidere con l’aiuto del proprio medico e dei familiari a quali terapie sottoporsi o meno. Lo rilevano studi di un numero molto elevato di società scientifiche”.

”Oggi straordinarie tecnologie ci permettono di costruire ‘ponti’ su altre sponde perché una persona possa riprendere a camminare – dice l’esponete democratico, protagonista proprio in questi giorni con Roberto Saviano e Peppino Englaro dell’happening teatrale ‘Le ragioni del cuore’, alla Sala Umberto a Roma -. Ma a volte l’altra sponda non c’è e bisogna riconoscere che quel ponte non ci porta da nessuna parte. Il punto discriminante – spiega Marino – è avere la possibilità di restituire alla persona una integrità mentale perché possa di nuovo avere una vita di relazione. E’ giusto tutelare chi vuole usare le tecnologie in ogni caso, ma chi le rifiuta se inutili deve essere altrettanto rispettato. Una legge sul biotestamento deve avere contenuti giuridici non etici, questi ultimi ognuno deve poterli trovare da sé”.

Per Marino, ”c’è una accelerazione proprio ora, perché il Presidente del Consiglio Berlusconi si trova in grande difficoltà. La legge è stata ritirata fuori quando spaccare Futuro e Libertà è diventato prioritario per gli equilibri del governo, non certo per attenzione alla vita delle persone che vivono in Italia. Mi sembrano i presupposti peggiori – conclude il parlamentare del Pd – per ciò che un Parlamento deve fare: un servizio al Paese”.

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