Annullato concerto, Apicella: La mia colpa è essere amico di Berlusconi

Che Mariano Apicella possa annullare un concerto ci sta, di certo non è stato il primo a farlo nella storia dei menestrelli.

Che lo abbia fatto per timore di aspre contestazioni a causa dell’amicizia che lo lega al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e che quindi avrebbe potuto portarlo a ricevere un trattamento poco carino dalla platea, questo è meno accettabile. O almeno, non dovrebbe esserlo in un paese democratico e liberale.

Ed è per questo che esprimiamo la nostra solidarietà nei confronti del malcapitato, ma soprattutto invitiamo chi di dovere a individuare chi sarebbe stato l’artefice del putiferio che avrebbe travolto il povero cantante napoletano. Insomma chi è quello screanzato, violento e illiberale, nonché unico in tutti i sensiche ha comprato il biglietto per il concerto di Apicella?

Colui che mette in musica i pensieri d’amore del nostro premier, l’uomo che probabilmente avrà strimpellato durante il bunga bunga e ammaliato i giovani cuori delle dame di Arcore – anche se qualcuna di esse ha parlato anche di droghe per rendere molli le resistenze della carne – oggi è tornato a difendersi e chiarire il perché della sua decisione di annullare l’esibizione che si sarebbe dovuta tenere al Teatro degli Arcimboldi di Milano.

Apicella ha dichiarato a Tmnews: «Abbiamo cancellato lo spettacolo, in accordo con l’organizzazione, perché si considerava che ci sarebbero state delle manifestazioni contro lo stesso spettacolo, per questo la data è stata annullata. Per non cadere in certi tranelli».

Per poi aggiungere: «Ho avuto la fortuna nella mia vita di essere amico del presidente Silvio Berlusconi e tutto ciò comporta una serie di cose che non c’entrano nulla nei miei confronti. Ma visto che in Italia si vive in questo modo, pur di non cambiare città ho scelto di cancellare la data. Tutto qua. D’altronde, tutti gli spettacoli sono senza riferimenti politici».

Gli spettacoli sono senza riferimenti politici, ma ultimamente un po’ tutto di ciò che succede in Italia è lontano dalla politica o, per meglio dire, chi dovrebbe occuparsene è tremendamente affaccendato in ben altri pensieri.

E adesso musica, maestro.

S. O.