Egitto, ucciso prete copto: proteste in tutto il Paese

Il Cairo, 24 febbraio. Un prete di religione cristiana copta è stato assassinato villaggio di Shob, situato nel sud dell’Egitto. Padre Daoud Boutros, sacredote della chiesa Abu Seifin, è stato rinvenuto all’interno della sua abitazione con la gola tagliata. L’avvenimento si è verificato nella giornata di ieri. Gli assassini sono probabilmente fondamentalisti islamici. Nella notte oltre tremila copti hanno manifestato, e ingaggiato scontri con alcuni musulmani, ad Assiut, nella parte centro-orientale del Paese egiziano, a circa 400 km dal Cairo. A riferirlo è il quotidiano egiziano “Al Masry Al Youm”.

Il cadavere sarebbe stato rinvenuto ieri da Danoub Thabet, assistente del religioso, il quale avrebbe riferito che il corpo esamine era deceduto da almeno un paio di giorni e presentava ferite al collo inferte da un pugnale. I vicini di casa dell’uomo avrebbero inoltre dichiarato di aver visto diversi uomini incappucciati uscire dall’abitazione al grido di “Allahu akbar”, ovvero “Dio è grande”. Proprio quest’ultimo particolare avvalorerebbe la tesi della matrice religiosa.

Stamane, inoltre, alcune centinaia di copti si sono riuniti davanti alla loro cattedrale al Cairo, dopo il sermone settimanale del papa copto Shenuda III, scandendo le parole “o croce, noi ti difenderemo con il nostro sangue e la nostra anima”.

Il problema delle lotte intestine a scopo religioso è estremamente attuale in Egitto. Frequenti gli attentati e gli assassini nei mesi passati, l’ultimo si è verificato a gennaio di quest’anno a Samalut, cittadina distante circa 200 km dal Cairo, quando un agente di polizia ha esploso diversi colpi di arma da fuoco contro una famiglia cristiana copta a bordo di un treno, uccidendo due persone.

Emanuele Ballacci