Il processo Mills con imputato il premier non sarà azzerato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:40

Il processo Mills, in cui il premier Silvio Berlusconi è imputato, e rischia la condanna per corruzione, non sarà azzerato a causa del rinnovo del collegio giudicante.
Il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura ha confermato, con 19 voti favorevoli, uno contrario e 3 astensioni, l’applicazione del procedimento al magistrato Francesca Vitale, trasferita in Corte d’Appello a Milano.
A votare contro è stato il laico del Pdl Bartolomeo Romano; si sono invece astenuti Matteo Brigandì e altri tre laici del Pdl. 

Il laico del Pdl Palumbo ha motivato la sua decisione di astenersi dal voto perché, ha detto, “non voglio contribuire a far celebrare un processo inutile, dato che cadrà in prescrizione”.
Il presidente della VII Commissione, Aniello Nappi (Movimento per la Giustizia) ha tenuto a ribadire come in tale delibera “non ci sia alcuna eccezionalità. Non si è mai tenuto conto della volontà di un magistrato sull’applicazione, anche in altri casi. La nostra decisione è stata presa in tal senso anche per non creare un precedente”.

Non ha partecipato al voto il leghista Matteo Brigandì, così come il vicepresidente Michele Vietti. Voto favorevole da tutti i togati, compresi il presidente e il pg di Cassazione, e dei laici di centrosinistra.

Per il Plenum hanno dunque prevalso le esigenze del tribunale di Milano, considerate “imprescindibili e prevalenti“.
Il tribunale infatti  aveva disposto il mantenimento dello stesso collegio giudicante che, tra l’altro ha gestito le prime tre udienze del processo Mills.
Il processo a Berlusconi riprenderà, dopo lo stop del legittimo impedimento, riprenderà il prossimo 11 marzo.

La commissione aveva motivato la sua decisione di proporre il via libera all’applicazione sulla base del fatto che i termini di prescrizione sono previsti per il 13 gennaio 2012 e perché il procedimento ha già superato la fase iniziale, con l’ordinanza ammissiva delle prove. I laici del Pdl, nel plenum di questo pomeriggio, si erano detti favorevoli invece a un ritorno in commissione per approfondire ulteriormente questi punti motivazionali, ma la loro richiesta è stata respinta con 19 voti contrari.

Matteo Oliviero

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