Libia, Gheddafi “I manifestanti drogati da Al Qaeda”

Mentre continuano i bombardamenti sui manifestanti a Zaiwa e Tripoli, e si contano ormai decine di migliaia di vittime, Gheddafi torna a parlare al paese. In collegamento telefonico con la televisione nazionale, il “colonnello”  accusa Al Qaeda e il suo leader di Bin Laden di avere drogato i manifestanti per obbligarli a insorgere contro il loro governo.

“Bin Laden ha distribuito delle pillole stupefacenti e droghe agli abitanti di Zawia per combattere contro il nostro caro Paese. Quel che sta accadendo a Zawia è una commedia: gli uomini di Bin Laden hanno distribuito le droghe nell’acqua, nello yogurt, nel cibo agli abitanti, che armati stanno devastando la città”. Questa la spiegazione di Gheddafi alle rivolte che in tutto il paese reclamano ormai da giorni libertà e la fine di un regime dittatoriale che dura ormai da trent’anni. E che il colonnello – ormai asserragliato con una decina di uomini a lui fedeli in un bunker sotterraneo- sta reprimendo nel sangue.

Il raís oltre a puntare il dito contro Al Qaeda, avverte che se la situazione peggiorerà “si interromperanno i flussi di petrolio” e mette in guardia da un eventuale “intervento militare americano con la scusa di combattere Bin Laden”. “Guardate- dice Gheddafi- cosa è successo in Iraq, in Afghanistan, in Pakistan: gli Stati Uniti non hanno mostrato alcuna pietà nel dare la caccia ad Al Qaeda, e ora Al Qaeda è qui. Ad Al Qaeda interessa solo di uccidere i vostri figli per avere il controllo della nostra nazione, a loro non interessa il bene della nostra nazione. Questa non è una vera jihad, la vera jihad c’è stata quando abbiamo combattuto contro i colonialisti italiani”.

E proprio Al Qaeda del Maghreb islamico (Aqmi) ha voluto manifestare la sua solidarietà verso i manifestanti libici  in un comunicato pubblicato online “Siamo addolorati dalla carneficina e dai vili massacri perpetrati dall’assassino di innocenti Gheddafi contro la nostra gente e i musulmani disarmati che si sono levati contro la sua oppressione e la sua tirannia. Facciamo appello ai musulmani libici perchè abbiano fermezza e pazienza, e li incitiamo a continuare la propria battaglia e rivoluzione per cacciare il tiranno criminale”.

Annastella Palasciano