Obama: “Incostituzionale vietare matrimoni gay”


Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha definito la legge che vieta i matrimoni gay, “Incostituzionale”.

Tra i punti focali del programma elettorale di Obama vi era proprio l’abrogazione del Doma, Defense of Marriage Act, legge in difesa del matrimonio. Due punti dettati da questo ordinamento vietavano categoricamente i matrimoni tra persone dello stesso sesso: il matrimonio può essere definito solo tra uomo e donna, e i singoli Stati non sono obbligati a riconoscere matrimoni tra persone dello stesso sesso registrati lì dove sono legali. Secondo l’ultimo punto, quindi, una coppia omosessuale sposata regolarmente nel Vermont, o in qualsiasi altro Stato in cui il matrimonio gay è legale, non risultava più tale se si trovava lì dove le unioni non sono ancora regolamentate da una legge.

La Doma è da abbattere, secondo Barack Obama, perché “incostituzionale, inutile e ingiusta”.

Risalente al 1996, l’emendamento era stato votato in un Congresso a maggioranza repubblicana, ma era stato firmato dall’allora presidente Bill Clinton, democratico, che tenne a precisare: “Sono contrario da tempo ad un riconoscimento federale di matrimoni tra persone dello stesso sesso, ma la legge non doveva rappresentare un pretesto per discriminare le persone sulla base del loro orientamento sessuale”.

La comunità gay continuava a battersi, ma vedeva in Obama uno spiraglio di luce, soprattutto in seguito all’abrogazione del Don’t Ask Don’t Tell, che vietava il coming out in ambiente militare (un soldato che usciva allo scoperto poteva essere rispedito a casa con l’accusa di condotta omosessuale).

Il prossimo passo del presidente per la comunità LGBT è ora nelle unioni civili e nel matrimonio. L’amministrazione Usa, secondo le direttive del presidente al Dipartimento di Giustizia, indebolirà il Doma iniziando ad eliminare il punto, forse, fondamentale: quello che definisce il matrimonio come esclusivamente tra uomo e donna.

Carmine Della Pia