Pagelle Inter-Bayern Monaco: Robben imprendibile, Thiago Motta lento

PAGELLE INTER-BAYERN MONACO –

Inter (4-3-2-1)

Julio Cesar 5: Poco impegnato nell’arco della gara, commette l’errore fatale proprio all’ultimo minuto, quando si lascia sfuggire il pallone che vale la vittoria dei tedeschi.

Maicon 6: Parte frenato, quasi fosse preoccupato da Ribery. Poi si fa coraggio e viene fuori alla distanza, dando il solito apporto in fase di spinta sulla corsia di destra.

Lucio 7: Al rientro dopo uno stop di tre settimane gioca una partita praticamente perfetta, mettendo il lucchetto alla difesa con la solita decisione.

Ranocchia 6: All’esordio in Champions, nel primo tempo sembra un veterano. Lentamente si perde, e nella seconda parte di gara commette qualche leggerezza di troppo. Esce per un problema al ginocchio (28′ st Kharja s.v.).

Chivu 5: Se la deve vedere con il più pericoloso della compagnia, Robben, e fa una fatica terribile a contenerlo. Quando l’olandese decide di accelerare son dolori.

Zanetti 6: Solita gara di sostanza, dà una grossa mano a Maicon in fase di chiusura. Qualche errore non da lui in fase d’appoggio.

Thiago Motta 5: In quel ruolo, davanti alla difesa, continua a far fatica. Dovrebbe aiutare lo sviluppo della manovra, finisce per rallentare incredibilmente il ritmo dei nerazzurri.

Cambiasso 5: Si preoccupa più di contenere che di ripartire, ma da quella parte l’asse Robben-Lahm è sempre pericoloso. Si divora due gol: nel primo tempo è bravo Kraft, nel secondo l’errore è tutto suo.

Stankovic 5,5: Il modulo ad una punta lo penalizza molto: fa fatica a trovare la posizione giusta, va spesso a cercar palla a centrocampo ma finisce per combinare poco.

Sneijder 5,5: Discorso simile a quello fatto per Stankovic. Abituato ad avere più sbocchi offensivi, non riesce a far girare la squadra come suo solito. E tutto il gioco ne risente.

Eto’o 7: Nonostante sia solo là davanti, risulta di gran lunga il più pericoloso dei suoi. Dai suoi piedi nascono le occasioni migliori dei nerazzurri, solo un grande Kraft ed un pizzico di sfortuna gli negano la gioia del gol.

All. Leonardo 5,5: Beffato proprio all’ultimo, quando ormai tutto faceva pensare allo 0-0. Dal punto di vista delle occasioni il pari era più giusto, sul piano del gioco il Bayern si era fatto preferire.

Bayern Monaco (4-2-3-1)

Kraft 7: Decisivo in almeno tre circostanze. Nel primo tempo salva su Cambiasso e poi si supera su conclusione ravvicinata di Eto’o, nella ripresa è bravo sul colpo di testa di Thiago Motta.

Lahm 7: Visto che dalle sue parti l’Inter si fa vedere poco, ne approfitta per dare una mano a Robben con le sue puntuali sovrapposizioni.

Tymoshchuk 5,5: Non è un difensore e si vede, quando Eto’o accelera gli fa girare la testa. Più utile quando deve impostare l’azione, ma in quel ruolo serve altro.

Badstuber 6: Per quasi un tempo gioca centrale, poi viene spostato a sinistra. Risultati più o meno simili: si limita a tenere la zona senza far danni.

Pranjic 6,5: Per mezz’ora spinge bene sull’out mancino ed è uno dei migliori, poi si fa male ed è costretto ad uscire (38′ pt Breno 6: Fa la sua parte, aiutato dal fisico da granatiere).

L. Gustavo 6,5: Non è dotato di grandissima tecnica, ma è utilissimo quando si tratta di interrompere il gioco avversario. Fa soffrire Sneijder per 90′.

Schweinsteiger 5,5: Per un’ora si vede poco, poi quando i ritmi calano viene fuori. Da uno come lui, però, ci si aspetta molto di più, soprattutto in gare di questa importanza.

Robben 7,5: Va a sprazzi, ma quando decide di spingere diventa imprendibile. Timbra il palo con una grande percussione a inizio ripresa, è decisivo con la sua botta da fuori nell’azione del gol.

Müller 5: Un ibrido tra un centrocampista e una seconda punta, dà l’impressione di giocare con troppa sufficienza e non regala mai una giocata pericolosa.

Ribery 5,5: Confusionario, sembra voler spaccare il mondo ma va a sbattere contro Maicon e Zanetti, due clienti non proprio comodi. A metà primo tempo scheggia la traversa con un colpo di testa ravvicinato.

Mario Gomez 6,5: Nei primi 89 minuti si vede solo una volta, alla mezz’ora, quando spara alle stelle una bella palla di Lahm. Poi, però, è il più lesto a segnare il gol decisivo.

All. Van Gaal 6,5: A nove mesi dalla finale di Madrid si prende la sua (mezza) rivincita, sbancando San Siro con un pizzico di fortuna al termine di una gara ben giocata.

Pier Francesco Caracciolo