Il sogno di Berlusconi: Mi sarebbe piaciuto fare il carabiniere

A Silvio Berlusconi vengono rivolte molto spesso critiche asprissime circa il modo di intendere la politica e di destreggiarsi nel suo mondo, pragmaticamente, lasciando da parte inutili ideologismi, con un’unica deroga fatta a favore del culto della personalità. La propria, chiaramente.

Sul Berlusconi imprenditore pendono accuse di corruzione e, anche dentro ai palazzi della politica, si è ultimamente fatto riferimento a una vera e propria compravendita, di parlamentari e favori, con l’obiettivo di rafforzare la maggioranza di governo, di cui lo stesso presidente del Consiglio si sarebbe reso protagonista.

Tuttavia, un tratto del carattere dell’uomo Berlusconi è sempre passato inosservato e noi, qui, vogliamo dare a esso la giusta visibilità. Quello di cui vorremmo parlare è il candore con cui il premier affronta la propria vita, sia nel pubblico che nel privato.

A chi lo accusa di piegare le leggi per venire incontro ai propri interessi, si potrebbe rispondere: se quest’uomo non fosse sincero nella sua spontaneità, come potrebbe fare e dire determinate cose?

Viene da pensare al «coglioni» rivolto a tutti gli elettori che non avrebbero votato per lui, oppure alle festicciole con un po’ di musica e sesso che ravvivavano le serate di Palazzo Grazioli e, adesso, Villa San Martino ad Arcore: se quest’uomo fosse così scaltro e machiavellico come potrebbe non pensare alla possibilità che qualcuno possa registrare ciò che succede nelle proprie stanze da letto?

La verità è che Berlusconi è innocente. Non nel senso giudiziario del termine, perché per quello ci sono dei giudici che devono stabilirlo, ma nel senso intimo e infantile della parola: è un po’ come quei bambini che fanno le marachelle ma non se ne accorgono. Tenero vegliardo.

L’ingenuità del nostro primo ministro è sbucata fuori anche oggi, in occasione dell‘inaugurazione dell’anno accademico della Scuola ufficiali dei carabinieri.

Berlusconi lanciandosi in un profondo elogio delle qualità dell’Arma dei Carabinieri ha confidato che, nel suo passato da imprenditore, durante i colloqui per l’assunzione di personale cedeva spesso a una tentazione: «Quando nel curriculum vedevo un nonno o un papà carabiniere non leggevo oltre e davo il mio benestare».

Meritocrazia genealogica, potremmo definirla.

E rimanendo in tema di genuinità e infanzia, lo stesso Berlusconi ha dichiarato: «Se non avessi fatto ciò che ho fatto mi sarebbe piaciuto fare il carabiniere».

Alla fin fine, per sua consolazione, le barzellette in un modo o nell’altro hanno trovato il loro spazio. Pur senza indossare la divisa.

S. O.