Tumore alla vescica: basterà un esame delle urine per diagnosticarlo?

Uno studio italiano, portato avanti dall’Urologia universitaria diretta dal professor Dario Fontana coadiuvato dal dottor Paolo Destefanis e sperimentato presso l’ospedale Molinette di Torino, potrebbe rivoluzionare l’approccio medico alla diagnosi del tumore alla vescica.

Fino ad oggi i controlli sono stati effettuati tramite prevalentemente un esame invasivo e spesso fastidioso, la cistoscopia, che ha un’affidabilità maggiore rispetto ad altri esami non invasivi. Ma la scoperta degli scienziati italiani potrebbe portare alla possibilità di diagnosticare possibili anomalie tramite un semplice esame delle urine.

I risultati della ricerca, molto presto, verranno pubblicati anche su The Journal of Urology.

Il tumore alla vescica colpisce di più esemplari di sesso maschile e per un buon 20% dei casi è causato dall’esposizione a sostanze cancerogene. Nonostante negli ultimi anni la legislazione ha puntato maggiormente sul rispetto di determinate norme di sicurezza sui posti di lavoro, l’incidenza della malattia rimane ancora particolarmente alta in coloro che hanno passato molto tempo a contatto con sostanze pericolose come i coloranti chimici.

I lavori più incriminati in questo caso sono quelli fatti dentro fabbriche tessili o metalmeccaniche.

Ma da non trascurare è anche l’influenza negativa data dall’essere accaniti fumatori.

La ricerca  torinese si è poggiata sull’utilizzo di nuove sofisticate tecniche di proteomica che hanno dato dei risultati sorprendenti, specialmente per quanto riguarda la scoperta della presenza delle cosiddette fosfo-proteine nella zona colpita dal tumore, presenza che è stata registrata anche nelle urine dei malati.

Dunque notare la presenza di tali proteine nelle urine potrebbe ritornare molto utile nella diagnosi puntuale del tumore.

Gli esperimenti, tuttavia, verranno ripetuti a breve con l’intento di trovare ulteriori conferme ai risultati sopraesposti.

S. O.