Alta Umbria: chiusa un’altra azienda, 13 persone senza lavoro

Nella giornata di ieri, 24 febbraio, presso la Camera del Lavoro Cgil di Città di Castello, si è svolta una riunione tra i 13 dipendenti della Azienda Cartolibraria Tiberina srl di Città di Castello, Marida Fiorucci dell’Ufficio vertenze legali della Cgil, Mauro Moriconi della Slc Cgil e Alessandro Piergentili della Cgil Alta Umbria, per esaminare la situazione determinatasi in seguito alle decisione del giudice e del titolare e per intraprendere le necessarie iniziative di tutela. E’ quanto afferma una nota che porta la firma di Alessandro Piergentili.

L’azienda, infatti, ha cessato l’attività lo scorso 4 febbraio per effetto di procedura fallimentare intentata da diversi soggetti. La decisione del giudice, che ha determinato il blocco dell’attività produttiva e la nomina dei curatori, ha aggravato la situazione di disagio degli stessi dipendenti che, prevalentemente donne, non avevano ricevuto le ultime retribuzioni.

La procedura fallimentare ha determinato la chiusura di un’azienda storica della realtà dell’Alto Tevere per quanto riguarda il settore, con un ulteriore colpo al territorio ed all’occupazione. Gli stessi dipendenti, essendo una realtà produttiva sotto i 15 addetti, non hanno diritto agli ammortizzatori sociali, previsti per le aziende industriali, rimanendo, quindi, ulteriormente penalizzati.

Nel corso dell’incontro si è deciso, in seguito ai contatti ed alle verifiche tecniche già avviati con l’amministrazione comunale di Città di Castello, di richiedere l’attivazione del fondo di solidarietà per dare un sostegno economico immediato agli stessi dipendenti. E’ stato, inoltre, deciso di chiedere alla Regione dell’Umbria l’attivazione degli strumenti di ammortizzatori sociali in deroga, al fine di permettere di affrontare tale situazione drammatica con uno strumento di sostegno. Infine, di attivare tutte le iniziative di tutela delle mancate retribuzioni e del TFR (diversi dipendenti hanno un’anzianità di circa 30 anni) per affrontare gli adempimenti giuridici e burocratici previsti dalle procedure concorsuali.

Al di là delle cause specifiche che hanno determinato la chiusura di questa azienda, il fatto rappresenta un colpo pesante all’economia del territorio, oltre che alle persone che nel giro di pochi giorni si sono viste perdere il lavoro, con un grave danno sociale, umano ed economico.

Per Alessandro Piergentili, vengono, purtroppo, riconfermate le preoccupazioni già ampiamente denunciate dalla Cgil sulla situazione di crisi che sta colpendo il nostro Paese e, nello specifico, il settore grafico-cartaio-cartotecnico di Città di Castello. Secondo lo stesso Piergentili, è sempre più necessaria, dunque, una reazione sia locale che nazionale per affrontare la crisi che sta dilaniando il tessuto sociale ed economico, non solo del territorio in questione, ma dell’intero Paese e per dare prospettiva ai lavoratori ed alle lavoratrici.

Mauro Sedda