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Gemelline, il testamento di Schepp: Se Alessia e Livia morissero…

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Il giallo delle gemelline svizzere, Alessia e Livia, approda anche questa settimana in tv e, nella fattispecie, su Rete4 dove mentre scriviamo è in onda la trasmissione Quarto Grado, condotta da Salvo Sottile.

Il programma aveva già affrontato il caso di cronaca sette giorni fa, finendo anche al centro delle polemiche per la diffusione di alcuni presunti scoop che furono prontamente smentiti dalla famiglia di Irina Lucidi, la madre delle bimbe scomparse.

Questa sera è stato reso noto per la prima volta il contenuto del testamento redatto da Matthias Schepp, il padre di Alessia e Livia, e pervenuto alla famiglia Lucidi qualche giorno dopo la morte dell’uomo avvenuta per suicidio: lo scorso 3 febbraio, l’ingegnere che lavorava per la Philip Morris si gettò sotto un treno in passaggio nella stazione di Cerignola, comune in provincia di Foggia.

Fu con la scomparsa di Schepp che si iniziò a temere per le sorti delle bambine, poiché l’ultima volta che furono viste erano proprio in compagnia del padre.

Questo il testo del testamento, datato St-Sulpice 27 gennaio 2011:

«Io sottoscritto Matthias Schlepp, omissis, dichiaro e desidero che, dopo la mia morte, che è solo una questione di tempo:

1) Questo è il mio primo testamento e non ve ne sono altri

2) A Irina Lucidi Schlepp (mia moglie) lascio unicamente le quote legali. Omissis

3) Le mie figlie, vale a dire Alessia e Livia, devono ereditare ciascuna la metà di ciò che è loro dovuto. Esse devono essere gli eredi legali

4 ) omissis

5) Qualora le mie figlie Alessia e Livia non siano più in vita, mio fratello e mia sorella, Daniel e Maja Schepp, devono essere gli eredi principali ed ereditare ciascuno in parti uguali. omissis

Ciò che fa insospettire e, nello stesso tempo, destare preoccupazione in chi si interessa del caso è proprio il punto finale del documento.

Quella clausola potrebbe essere l’ennesimo segnale della meticolosità che caratterizzava Matthias, ma potrebbe anche costituire una spia del tragico pensiero che avrebbe potuto impadronirsi della sua mente, l’ipotesi che tutti vogliono negare, ma che più passa il tempo e più torna terribilmente attuale: Schepp – come da lui stesso dichiarato nelle lettere inviate alla ex moglie e che nonostante tutto quest’ultima si è sempre sentita di interpretare soltanto come un depistaggio – potrebbe avere davvero ucciso le proprie figlie.

Il testamento non costituisce una prova, né un indizio. Potrebbe solo far emergere la confusione dell’uomo che ha ipotizzato la possibilità che bimbe così piccole, e dunque così lontane dalla morte naturale, sarebbero potute rimanere travolte dalla propria disperazione.

La speranza rimane quella che vede un uomo capace, prima di mettere fine al proprio dolore, di scacciare i fantasmi che lo hanno tormentato e tentato.

Simone Olivelli