La Russa assente al vertice Nato: “Oggi il voto di fiducia”


Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, diserta il vertice Nato: “Oggi c’era il voto di fiducia”.

Mentre in Libia irrompe la guerra civile, un vertice Nato discute su come affrontare l’emergenza: le conseguenze degli scontri sono ancora indecifrabili, di certo non ci sarà alcun report positivo.

Ignazio La Russa, ministro della Difesa in Italia, era assente: “Avrei dovuto essere a Budapest, dove, in maniera imprevista si è recato Rasmussen, ad una riunione informale. Avevo in origine deciso non partecipare per la concomitanza con il voto di fiducia. Solo che una riunione di scarso rilievo è diventata poi importante. Ho chiesto che partecipasse per mio conto l’ambasciatore italiano, che mi riferirà”.

In un primo momento, quindi, quando La Russa pensava che la riunione fosse di poco conto, aveva pensato di non mandare neanche un portavoce che rappresentasse la sua carica per il governo italiano, ma, quando qualcuno gli ha riferito l’entità del vertice, ha comunque deciso di restare in aula, anziché precipitarsi.

Eppure, un voto in meno da parte del Pdl al Milleproroghe non avrebbe cambiato le carte in tavola, vista la vittoria ottenuta alle Camere: 300 i voti favorevoli, 277 i contrari.

La discussione, comunque, non è stata esente dalle polemiche.

Prima che il leader di Futuro e Libertà, Gianfranco Fini, richiamasse all’ordine dichiarando, “Non può proseguire, la seduta è sospesa fino a quando il governo non sarà presente in Aula”, il capogruppo del Pdl, Gianfranco Cicchitto aveva riservato, all’ex braccio destro di Silvio Berlusconi, parole dure: “Caro presidente, con la sua presidenza della Camera siamo in una situazione istituzionalmente insostenibile. C’è un contrasto tra la sua figura e quella di leader di partito”.

Il richiamo di Fini è successivo alla fuga dall’aula di Renato Brunetta, avvenuta quando la parola è passata al leader Idv, Antonio Di Pietro.

Carmine Della Pia