Le “donne nude” di Altan

Sono molti gli italiani che apprezzano le vignette acute e pungneti di Francesco Tullio Altan, noto semplicemente come “Altan” a causa del fatto che è così che è solito firmare le proprie opere. Lavora per “L’espresso”, per “Panorama” e per “La Repubblica”, ma l’abbiamo visto mettersi spesso alla prova anche all’interno di ambiti diversi da quello satirico, come ad esempio quello delle illustrazioni di libri per bambini(va ricordata la sua collaborazione con Gianni Rodari) e la creazione di personaggi dedicati ai più piccoli, di cui la Pimpa è solo un celebre esempio.
L’ultima raccolta di vignette di Altan è uscita da pochissimo, e forse farà parlare di sé. Chi sono le donne  di Altan? Come sono? Innanzi tutto, sono nude. Probabilmente sono anche piene, opulente, con il solito sguardo disincantato che posseggono i personaggi di Altan, che sembrano quasi voler dire a chi li guarda: “Beh?! Che ti aspettavi?”. Non si tratterà, a quanto pare, di donne simili a quelle di cui si sente tanto parlare in questi giorni. Probabilmente le donne nude di Altan saranno nude per altri motivi, nude nel senso che non hanno voglia di essere vestite, nel senso che sanno di avere già addosso la sostanza di cui hanno bisogno. Ciniche? Decisamente. Qual è se non il cinismo l’ingrediente principale della satira che funziona negli ultimi anni? Come si fa a denunciare qualcosa di malevolo senza sentire quasi la necessità di trovare un’arma che possa difenderci tutti da quelli che sono i mostri contro cui si scaglia la satira, come l’illusione del benessere e le varie “crisi” di cui si sente spesso parlare.
Particolarmente apprezzabile l’idea di dare voce proprio a delle donne: stando ad avvenimenti recenti, come ad esempio la manifestazione che si è tenuta meno di due settimane fa a Roma, sembra proprio che le donne abbiano voglia di dire la loro. Nude o meno.

Donne nude
Altan
Longanesi
Collana nuovo cammeo
208 pagine
12,90 euro

Martina Cesaretti