Libia, i ribelli anti-Gheddafi conquistano Misurata

Tripoli, 25 febbraio. Continuano gli scontri in Libia. I ribelli anti-governativi avrebbero conquistato stamane anche Misurata, città costiera che dista circa 200 km da Tripoli. A riferirlo sono alcuni testimoni sul posto, sebbene le informazioni che circolano siano ancora scarse e confuse.

I miliziani anti-Gheddafi avevano già annunciato di aver occupato mercoledì scorso la terza città più popolosa della Libia. L’esercito mercenario del leader libico aveva sferrato una dura controffensiva nella giornata di ieri che tuttavia è stata respinta. “I manifestanti – ha raccontato Mohamed Senoussi, 41 anni –hanno sconfitto le forze di sicurezza e preso il controllo della città”. E finalmente è giunta la quiete dopo la tempesta: si può festeggiare. “La situazione adesso è calma – ha riferito lo stesso testimone – dopo 4 ore di intensa battaglia avvenuta nella mattina. Gli abitanti celebrano la vittoria al grido di ‘Allah akbar’ [‘Dio è grande’, ndr]”.

I ribelli sono al lavoro adesso per prendere il controllo totale su Misurata. “I civili stanno adesso organizzando il traffico ispezionando la gente per cercare armi – ha continuato a spiegare Senoussi – Sono stati arrestati alcuni infiltrati che si ritiene provenissero da Tripoli”. Gli scontri non accennano a finire, gli eserciti fedeli al raìs non vogliono arrendersi ai miliziani. “Ci sono voci secondo cui le forze del governo e mercenari starebbero cercando di raggrupparsi vicino alla città – ha detto Senoussi – per sferrare nuovi attacchi, ma i nostri giovani armati stanno controllando le foreste intorno alla città dove si pensa che molti si nascondano”.

Un numero indefinito di mercenari pro-Gheddafi sarebbero stati uccisi in alcuni scontri nelle zone limitrofe all’aeroporto di Misurata. “Alcuni sono stati uccisi – ha aggiunto il residente della città occupata – altri sono stati arrestati o si sono arresi. I manifestanti hanno arrestato 20 mercenari per lo più africani e due soldati libici”.

Permangono accesi alcuni focolai di protesta, ma in tono minore. “Ogni tanto sentiamo colpi d’arma da fuoco – ha spiegato il testimone da Misurata – ma non è niente rispetto all’intensità di quelli nella prima parte della giornata”. Perdite anche tra i ribelli, che tuttavia vengono aiutati in massa dagli abitanti del posto che sostengono la rivolta. “I morti tra i civili sono sette – ha concluso Senoussi – e circa 25 feriti. Molte persone sono uscite di casa per donare il sangue, altre sono arrivate con scorte di cibo”.

La situazione è in continua evoluzione. A breve nuovi aggiornamenti.

Emanuele Ballacci