Libia, Napolitano: “No ad allarmismi e vittimismi sui migranti”

Il Capo dello Stato è intervenuto oggi da Berlino sulla grave crisi umanitaria in atto in Libia. Il suo invito è in particolare rivolto all’Europa intera.
Credo che sulla volontà di portare avanti una politica euromediterranea anche in tema di immigrazione e asilo, che ha scarseggiato, quanto sta accadendo rappresenta una scossa talmente forte e brusca da permettere di superare le situazioni, attendismi, elusività ed ambiguità del passato”.

Il Capo dello Stato puntualizza: “L’importante è che dall’Ue arrivi un forte messaggio politico di disponibilità e impegno a cooperare per lo sviluppo dell’area del Mediterraneo, e anche un forte rinnovato impegno per una politica comune in tema di immigrazione e asilo“.

La questione degli immigrati che presto potrebbero arrivare dalla Libia non deve generare “allarmismi e vittimismi“.
Proprio questo ha chiesto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando con i giornalisti in ambasciata a Berlino.

L’emergenza profughi, per la quale è ancora prematuro fare numeri e valutazioni quantitative”, dice Napolitano, “necessita comunque di una forte solidarietà non solo italiana e non solo italiana e tedesca ma di tutta l’unione europea“.
La dichiarazione congiunta diffusa questa mattina al termine dell’incontro tra i ministri degli esteri italiano Frattini e tedesco Westerwelle va nella giusta direzione“. Il capo dello stato ricorda che negli incontri avuti in questi giorni “non ho parlato del trasferimento dei profughi, di accoglienza, della loro distribuzione su territori di altri paesi. Ho invece posto l’accento sulla necessità di un’azione comune dell’europa, secondo le linee indicate dal comunicato diffuso al termine della riunione dei giorni scorsi tra i ministri dell’interno dei paesi Ue che si affacciano sul Mediterraneo“.

Napolitano sottolinea anche la necessità di “garantire la transizione in Libia verso un regime che riconosca libertà e diritti e collabori con la Ue”.
L’Italia non ha mai posto veti o rifiuti a sanzioni nei confronti della Libia, ma il luogo in cui discutere di sanzioni, affinché abbiamo una adeguata base giuridica ed efficacia è l’Onu. Poi ognuno ha le sue posizioni”.

 Matteo Oliviero