Omosessualità malattia, mons Rigon: “Sono stato frainteso”


Monsignor Paolo Rigon si corregge: “Sono stato frainteso, non ho mai affermato che l’omosessualità sia una malattia”.

Le dichiarazioni rilasciate all’inaugurazione dell’anno giudiziario, la scorsa settimana, avevano provocato accese polemiche tra le comunità LGBT, ma aveva anche scosso l’opinione pubblica al di là del mondo gay.

Non si nasce omosessuali. La nascita dell’omosessuale è rarissima, nel senso di disfunzione ormonale o fisica. Quindi, dal momento che l’omosessualità è indotta, bisogna prenderla dall’inizio, perché così si può superare, attraverso la psicoterapia. Un’omosessualità incancrenita non è superabile, non c’è matrimonio che possa aiutare questa persona. E’ chiaro che un omosessuale non potrà essere fedele alla moglie o al marito”, dichiarava Rigon domenica scorsa.

Da allora, le critiche e le polemiche si sono trasformate in denunce per diffamazione aggravata, così, il diretto interessato corregge il tiro, affermando: “Le mie parole sono state travisate. Non ho mai definito l’omosessualità una malattia o un male da estirpare. Ma io sono il presidente del tribunale ecclesiastico e dal mio punto di vista l’omosessualità è un problema se si manifesta all’interno della famiglia”.

Ciò che va estirpata è l’omofobia, l’odio e la discriminazione che monsignor Rigon ha contribuito a diffondere con falsità e disinformazione. Sono passati più di trent’anni dall’eliminazione dell’omosessualità dal manuale diagnostico dei disturbi mentali, ma Rigon non se n’è accorto”, dichiaravano adirati i presidenti di Arcigay e Arcilesbica, Valerio Barbini e Lilia Mulas.

L’avvocato Michele Ispodamia spiega meglio il punto di vista del monsignore, dichiarando: “Monsignor Rigon non voleva offendere nessuno e questa polemica lo ha molto scosso e mortificato perché le sue parole sono state mal interpretate. Non ha parlato di medicina o cure per gli omosessuali ma solo di supporto psicologico. Il suo compito come presidente del Tribunale ecclesiastico è difendere la famiglia. L’omosessualità è un problema per le famiglie nel momento in cui si manifesta in uno dei due coniugi, ovvero quando una persona già omosessuale contragga matrimonio con una persona eterosessuale”.

Carmine Della Pia