Striscia la notizia: Giovanni Panunzio condannato per il reato di diffamazione aggravata ai danni di Antonio Ricci

La notizia è di ieri giovedì 24 febbraio 2011, ma eccola in breve:  Giovanni Panunzio, insegnante e fondatore del comitato di volontariato Telefono Antiplagio, dopo aver fruito di prescrizioni e cavilli processuali,  è stato  condannato dal Tribunale di Milano, per il reato di diffamazione aggravata ai danni di Antonio Ricci.

Il Giudice, la dott.ssa  Braggion, oltre ad aver affermato la ‘penale responsabilità’ di Panunzio,  ha altresì, ritenuto di condannare l’imputato a risarcire i danni subiti da Ricci, con attribuzione a favore di quest’ultimo di una somma a titolo  provvisionale, che dovrà pertanto essere pagata immediatamente. Ma qual è questa responsabilità penale dell’imputato Panunzio?

Quest’ultimo  ha offeso ‘ripetutamente’ la reputazione dello storico autore ed ideatore di ‘Striscia la Notizia’, mettendo in dubbio gli elementi, che da sempre hanno contraddistinto l’operato del programma, vale a dire: l’indipendenza, l’imparzialità e la terzietà. “Striscia la notizia” è un programma televisivo creato da Antonio Ricci, nel lontano 1988 e va in onda dal lunedì al sabato nell’access prime time di Canale 5,  dall’ultima settimana di settembre alla prima di giugno. È condotto da due comici-presentatori (ad esempio ora è il turno di Ezio Greggio e Michelle Hunzicher). La trasmissione è definita, essendo nata come ‘parodia di un telegiornale’, un telegiornale satirico, a metà strada tra varietà e giornalismo: che riesce a scovare malefatte, raggiri e conducendo inchieste di forte interesse pubblico.

Questa volta Panunzio non è riuscito a sfuggire alla Giustizia, e alla fine è stata emessa una ‘decisione di merito’ che ristabilisce l’onorabilità, che in maniera ingiusta era stata lesa, di “Striscia la Notizia” e di Ricci stesso.

Lo stesso Antonio Ricci ha manifestato, insieme al suo avvocato Salvatore Pino, soddisfazione per la pronuncia, sottolineando e ribadendo che la somma derivante dalla condanna, sarà devoluta ad un’ente in beneficenza.

 Maria Luisa L. Fortuna