Aspettando Godot al Metastasio: un’attesa premiata

Aspettando Godot Eros Pagni Ugo Pagliai regia Marco Sciaccaluga Foto M. NorberthFino a domenica 27 febbraio il Metastasio di Prato ospita il capolavoro di Samuel Beckett, Aspettando Godot,  con la regia di Marco Sciaccaluga. La commedia, rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1953,  nasce nell’ambito della ricerca e della sperimentazione, ma è ormai apprezzata  come un classico della drammaturgia di tutti i tempi.

La scenografia di Jean-Marc Stehlé e Catherine Rankl propone atmosfere surreali e oniriche create dalle luci e, al contempo, concretezza tangibile data dall’enorme albero scarno al centro della scena. Scenario privilegiato per la performance di Ugo Pagliai ed Eros Pagni, due dei maestri della scena italiana, che dominano incontrastati in una recitazione controllata e senza sbavature.

Il testo di Samuel Beckett, simbolo della precarietà dell’esistenza e della reale impossibilità di dare un senso alle aspettative, coinvolge il pubblico con il suo susseguirsi serrato di battute che mirano a dare logicità ad una realtà che non lo è.

Al rigore dei due protagonisti, Vladimiro ed Estragone, fa da contrappeso l’irrompere del perturbante incarnato da Pozzo e Lucky. A questi ultimi è infatti affidato il compito di dar vita all’eccesso e all’imprevidibile, all’illogico che rischia di diventare la norma universalmente accettata. L’attesa di Godot diventa alla fine l’opportunità di sperimentare le potenzialità di una solidarietà umana che, per quanto flebile e larvata, rimane l’unico ancoraggio in un mondo di disvalori.

M.S.G